Si è spento a 85 anni Romano Luperini, critico letterario di grande rilievo.
La sua figura ha segnato decenni di studi, dibattiti e pratiche didattiche. Deluso dalla politica, ma protagonista nella nascita della Democrazia Proletaria, si dedicò presto alla saggistica e alla vita accademica. In quel passaggio trovò un campo più adatto alla sua idea di impegno civile. Come docente di Letteratura italiana moderna e contemporanea pubblicò saggi su autori come Verga, Montale e, più tardi, Fortini. Le sue analisi unirono rigore filologico e attenzione al contesto storico, offrendo strumenti nuovi per leggere il Novecento.
In molti gli devono formazione e metodo, soprattutto gli studenti da lui formati negli anni. Luperini seppe trasmettere una visione critica capace di collegare testi, società e responsabilità intellettuale. Era considerato una voce autorevole tra i banchi di scuola, quasi quanto il manuale La scrittura e l’interpretazione. Il volume, firmato anche da Pietro Cataldi e Lidia Marchiani, divenne un riferimento stabile per l’insegnamento della letteratura nelle scuole italiane. Quel manuale accompagnò generazioni di studenti, offrendo un percorso chiaro attraverso autori, movimenti e trasformazioni culturali. La sua impostazione segnò un modo di insegnare la letteratura fondato su dialogo, contesto e interpretazione.
“Romano Luperini è stato un protagonista della vita culturale italiana degli ultimi cinquant’anni“. Con queste parole lo ricorda Riccardo Castellana, docente dell’ateneo toscano. Luperini fu professore sia all’Università di Siena sia a quella di Torino, dove lascia un’eredità profonda nel lavoro accademico e nella formazione degli studenti.
Anche il primo cittadino di Siena ha espresso cordoglio. “Siena perde una delle sue voci più autorevoli e luminose”, ha dichiarato il sindaco, sottolineando il valore civile e culturale della sua presenza nella città.
Romano Luperini lascia un vuoto profondo nella città del Palio. La sua opera continuerà a parlare attraverso libri, studenti e idee che resteranno vive. La sua eredità intellettuale accompagnerà ancora a lungo chi studia e insegna letteratura.
