mercoledì, Gennaio 14, 2026

L’AI nell’industria musicale

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Negli ultimi anni l’Intelligenza Artificiale è entrata nel mondo della musica. Utilizzata per creare nuove melodie, testi, arrangiamenti, voci sintetiche o addirittura interi spartiti. Aprendo nuove strade agli artisti, ma sollevando dibattiti sui diritti d’autore e sull’autenticità della musica creata.

L’IA è un insieme di algoritmi che analizzano tutta la musica già presente per crearne della nuova. Sostituendo a tutti gli effetti il ruolo del compositore, produttore, paroliere, strumentista, cantante ma soprattutto dell’artista.

Sono numerosi gli artisti che ne fanno uso, fra tutti risalta il nome dell’attrice, comica e cantante statunitense Taryn Southern. Figura di spicco nell’ambito tecnologico musicale, il cui lavoro unisce le nuove tecnologie con le abilità umane. Collaborando con ingegneri e programmatori ha creato un intero album utilizzando l’intelligenza artificiale. I AM AI è il primo album interamente suonato, composto e prodotto dall’AI.

Fenomeno ancora più rilevante è la creazione di Heart on my sleeve, creata dal tiktoker Ghostwriter che ha clonato le voci di Drake e di The Weeknd. Senza il permesso degli artisti, li ha simulati mentre cantano e in soli tre giorni ha raggiunto 8,5milioni visualizzazioni su TT e 254mila ascolti su Spotify. Fenomeno che non ha lasciato indifferenti artisti e ascoltatori, suscitando discussioni e polemiche per la preoccupazione del deepfake e dell’originalità musicale. A tal proposito nel marzo del 2024 è stata approvata dal Parlamento Europeo la Legge che regola l’uso dell’intelligenza artificiale. Proteggendo i diritti degli artisti, vietando l’uso non autorizzato delle loro voci o della loro musica; imponendo obblighi sulla trasparenza dei sistemi utilizzati per la creazione musicale.

L’AI ha, ovviamente, i pro e i contro. Nei pro troviamo la velocità e l’accessibilità: artisti senza budget potranno avere qualsiasi tipo di arrangiamento senza nessun costo e in pochissimi minuti. Oltre l’infinità di generi, suoni, ritmi, parole, arrangiamenti, effetti e combinazioni che potrà creare. Nei contro sono presenti problemi di maggiore rilevanza. Innanzitutto, consente a chi non ha conoscenza e formazione musicale di creare musica di qualità. Verrà sminuito o addirittura eliminato il lavoro dell’essere umano. Software e algoritmi ignoreranno l’autenticità, la creatività e la sensibilità che solo l’essere umano può dare. Si perderà, soprattutto il diritto di proteggere le proprie opere o addirittura la propria voce.

L’industria musicale si sta muovendo velocemente per stare al passo. Le case discografiche prendono accordi legali per proteggere gli artisti a 360°. Mentre le piattaforme streaming hanno iniziato a rimuovere le tracce create con l’intelligenza artificiale senza autorizzazioni.

Essendo ancora in fase di evoluzione, bisognerà utilizzarla con cautela senza escluderla dal mondo musicale. Bisognerà sperimentare e creare con la consapevolezza che il ruolo dell’essere umano sarà di maggior rilevanza rispetto a quello tecnologico.

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