Sabato 8 Novembre ci ha lasciato a 69 anni il direttore d’orchestra più amato d’Italia: Il M° Beppe Vessicchio. Ricoverato da qualche giorno all’ospedale San Camillo Forlanini di Roma per una polmonite interstiziale che lo ha portato alla morte. I funerali si terranno in forma privata nella capitale, mentre nella città natale, sono comparsi manifesti funebri per ricordare l’amato musicista.
Nato a Napoli nel 1956, diplomato in pianoforte al Conservatorio San Pietro a Majella di Napoli. È stato direttore d’orchestra, insegnante di musica, arrangiatore ma anche personaggio televisivo. Ha collaborato con numerosi cantanti italiani, tra cui Peppino di Capri; Edoardo Bennato; Gino Paoli col quale ha scritto Ti lascio una canzone e Una grande storia d’amore; Andre Bocelli, scrivendo Sogno. Ha arrangiato per: Ornella Vanoni, Ivana Spagna, Biagio Antonacci, Max Gazzè; Roberto Vecchioni; Zucchero; e tanti altri. Celebre direttore d’orchestra del Festival di Sanremo, ne ha diretti 20 edizioni tra cui 4 di queste vinte. Ha partecipato a programmi televisivi come: Buona Domenica; Amici di Maria di Filippi; lo Zecchino d’Oro; Tu si que vales. Nell’ultimo periodo, fino alla morte, stava lavorando con Ron per un tour che sarebbe partito nel 2026, un incontro musicale tra due musicisti italiani.
Nel suo monologo a Le Iene ha definito la musica un’“amica fedele” in grado di riempire i suoi vuoti. Pensava alle note come elementi chimici che uniti tra loro interagiscono con i nostri corpi e li cura come medicina. La musica, sempre secondo il M°, è una forza straordinaria che entra dentro senza passare dalle orecchie riuscendo a stimolare direttamente il nostro organismo. Credeva che le persone potessero trovare un’armonia profonda quando s’incrociavano con le loro passioni, affermando: “Ogni persona è come una corda e possiede una capacità di vibrazione. Quando incrociamo le nostre vere passioni, iniziamo a suonare davvero.” Infatti, per Vessicchio, l’educazione musicale equivaleva a ricercare un equilibrio interiore. Era convinto che abbiamo bisogno di un’armonia, non solo in musica ma per affrontare la vita. Ripeteva che bisogna trovare la propria velocità, una velocità propria e non quella del mercato.
Numerosi musicisti con profonda ammirazione e stima lo hanno ricordato. Gino Paoli tramite un post Instagram lo ricorda scrivendo: “[…] Gli chiesi proprio io di iniziare a fare arrangiamenti, e da lì si è rivelato un grande musicista e un arrangiatore straordinario. Dal punto di vista umano era una persona meravigliosa. Non si è mai creduto chissà chi… […] Per me sarà sempre quel simpatico ragazzo talentuoso, e nel panorama di oggi si sentirà ancora di più la mancanza di una figura così”. Roberto Vecchioni, invece: “[…] Non ce la faccio a non rivederti più, amico mio, è come se con te fosse volata via la musica stessa dietro quella risata napoletana, dietro i tuoi occhi accesi di dolcezza e ironia. Quanto a me, voglio ricordarti con la tua bacchetta alzata a dipingere il cielo.”
Ma anche personaggi televisivi e politici gli hanno voluto dare un ultimo saluto. Maria De Filippi scrive: “È difficile crederci. Mi sembra impossibile. Mi vengono in mente i tuoi occhi sempre sorridenti e comprensivi. Occhi che esprimevano saggezza, autorevolezza, gli occhi di un grande Maestro, non solo d’orchestra ma di vita. Ti sorrido e tu sorridi a mezza bocca come sempre. Ti voglio bene.” Luciana Littizzetto in uno dei vari post che gli ha dedicato, lo ricorda così: “Voglio pensarti sempre così. Adagio ma con brio. A ridere sotto barba e baffi. Anima sottile, delicata, affettuosa.”
Da buon napoletano è stato tifoso della SCC Napoli. Ha affermato che se in uno scontro tra Napoli-Inter, dovesse tifare la squadra milanese, vuol dire che il corredo cromosomico si è guastato. Durante il 1° scudetto nel 1987, squadra diretta dal grande Maradona, era presente in Rai sia come tifoso che come musicista. Lui stesso, raccontò successivamente, quella vittoria come “lo scudetto del risveglio […] che per quanto si è marginali, è possibile vincere.” Il 2° scudetto, del 2023, lo definì “scudetto corale” definendo la squadra: “Una squadra non fatta di punte che emergono ma di un insieme potente e coeso. In musica si chiama il potere dell’armonia.” La Società, tramite X lo ha salutato scrivendo: “Il Presidente De Laurentiis e la SCC Napoli esprimono profondo cordoglio per la scomparsa del maestro Giuseppe Vessicchio, grande tifoso azzurro e indimenticabile direttore d’orchestra del Festival di Sanremo.”
Non perdiamo solo un artista e il direttore d’orchestra dei meme ma si perde una presenza rassicurante, carismatica, gentile e ironica che è riuscito a entrare nelle case di tutti con naturalezza e con gentilezza. La folta barba, lo sguardo cordiale e il sorriso amabile hanno segnato i cuori degli italiani. È stato La bacchetta più amata dagli italiani.
Dirigerà, sempre, l’orchestra il Maestro Beppe Vessicchio!
