Come si sviluppa l’AIDS

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L’AIDS è la sindrome da immunodeficienza acquisita, rappresenta la fase finale di un’infezione lenta e progressiva da virus HIV.

È caratterizzato dalla comparsa di una o più affezioni rivelatrici di una grave carenza delle funzioni immunitarie, quindi lo sviluppo di infezioni opportunistiche e di tumori, per esempio: infezioni da protozoi ed elminti, da miceti, infezioni batteriche, infezioni virali, tumori.

L’HIV attacca e distrugge principalmente le cellule T CD4+ che sono cruciali per la risposta immunitaria dell’organismo: quando questo virus attacca le CD4+,utilizza il meccanismo della cellula per replicarsi, creando nuove copie di se stesso e rilasciandole nel flusso sanguigno.

La sindrome fu descritta nel 1981 in omosessuali maschi che avevano avuto delle relazioni con molteplici partner; da quì nacque Il sospetto che l’immunodeficienza acquisita era dovuta ad un agente infettante a trasmissione sessuale.

A fine 1981 ci furono altri casi di AIDS in tossicodipendenti eterosessuali che assumevano droghe per via endovenosa; nel 1982 vennero alla luce i primi casi di questa patologia in emofilici ovvero in soggetti che dovevano subire delle trasfusioni.

Per quanto riguarda la trasmissione, ci deve essere una idonea via di trasmissione e una adeguata quantità di virus (carica virale). Una quantità di virus sufficiente a trasmettere l’infezione si può ritrovare solo in determinati liquidi biologici quindi sangue, liquido seminale, secreto vaginale e in percentuale minore nel latte materno.

Non esistono prove che l’infezione si possa trasmettere per mezzo di lacrime, sudore, saliva ed urine. L’infezione si sviluppa in 3 stadi: abbiamo l’infezione iniziale che è associata a rapida replicazione virale e disseminazione spesso associata a malattia passeggera.

Segue un periodo di latenza clinica in cui il virus è controllato dal sistema immunitario e non c’è malattia, dopo un periodo di alcuni anni i livelli replicativi aumentano e si verifica la malattia. Lo sviluppo della malattia è influenzato da diversi cofattori, fra cui: background genetico dell’ospite quindi resistente o più o meno sensibili, età, stress.

Mel caso dell’HIV si parla di un’infezione originata dalle scimmie, quindi da una zoonosi, in cui c’è stato un salto di specie. Questo virus entrò nell’uomo probabilmente per esposizione di cute o mucosa dell uomo a sangue di animali infetti. La terapia che viene utilizzata per l’HIV si chiama Antiretroviral therapy e il suo obiettivo è quello di bloccare la replicazione del virus, ridurre la carica virale fino a livelli non rilevabili e permettere il recupero delle cellule T CD4+.

Assumendo la terapia con regolarità si può avere una vita normale: il sistema immunitario recupera e la persona non trasmette il virus.

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