domenica, Marzo 8, 2026

Il prezzo del progresso

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L’incertezza per il futuro spinge l’uomo a interrogarsi su questa nuova civiltà tecnologica e sulla crisi che, nella società odierna, si rinchiude nella sfera uomo-natura. Il fare umano può distruggere l’essere del mondo, tutto per un benessere presente che ignora gli esiti futuri. Paura e responsabilità devono rivedere il nostro agire nel mondo.

L’euristica della paura e l’ignoranza positiva

La ricerca scientifica è fondamentale, ma con una premessa: l’uomo crede di conoscere tutto, eppure ignora fin dove spingersi e quali conseguenze oltrepassare i limiti comporterebbe. È un’ignoranza positiva non avere una conoscenza integrale di ciò che ci circonda, per rispetto alla vita e alla natura. Hans Jonas, filosofo tedesco (1903-1993), approfondisce questi temi con la sua etica del futuro, volta a salvaguardare l’umanità minacciata dal progresso tecnologico. Riscopre l’euristica della paura, unico fattore che riporta alla realtà imponendo limiti: solo la paura li pone.

Rischio globale e responsabilità collettiva

Un tempo l’utopia era un ideale irraggiungibile; oggi il progresso oltrepassa i suoi confini, e l’uomo vuole creare quel mondo ideale grazie alla tecnica. Ma i rischi sono molteplici, poiché non sappiamo quanto uomo e mondo sopporteranno. La natura è violata: oggi la vulnerabilità naturale è svalutata, prevale la sfera artificiale e i nuovi imperativi riguardano solo l’agire futuro. Nella società del progresso tutto si collettivizza: una singola azione ha esiti globali. I comportamenti si conformano, diveniamo automi del sistema-mondo, elevando la responsabilità – cara a Jonas – a stato superiore. L’euristica della paura si fonda sul timore di perdere l’essenza umana: l’Io si sacrifica per la causa.

Macchine virtuose, alienazione e prezzo della tecnica

Un tempo le generazioni vivevano in stabilità per l’ἀρετή. Oggi “virtuose divengono le macchine” che assoggettano. La natura è dominata e manipolata per il benessere, ma ogni acquisizione ha un prezzo: «Ogni specie vive a spese di altre o ne determina l’ambiente, così che la semplice autoconservazione di ogni singola specie, imposta dalla natura, costituisce una costante aggressione nel resto della compagine vitale». H. Jonas esamina l’etica marxista: «Nell’ottica della salvezza dal disastro e non della realizzazione di un sogno dell’umanità», con sguardo sul futuro globale della “rivoluzione mondiale”. Dalla tecnica marxista all’alienazione tecnologica, la macchina perfezionata disumanizza, suscitando vergogna nell’uomo. Questo mondo macchinale troverà limiti in risorse e materiali. L’accelerazione tecnica non porta felicità: solo equilibrio tra macchine e uomo, rispetto per mondo e generazioni future.

Bibliografia

Jonas Hans (1979), Il Principio responsabilità, Un’etica per la civiltà tecnologica, Einaudi, Torino, 2009.

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