lunedì, Febbraio 9, 2026

Ferrari lancia la SF-26 mentre il paddock trema: valido motore Mercedes, Williams bocciata, Mclaren in “ritardo”

Condividi

Si è svolta giovedì 22 gennaio 2026 la riunione voluta dalla FIA con tutti i motoristi, a mesi di distanza dall’uscita dell’indiscrezione sulla presunta irregolarità della power unit e del sistema di compressione Mercedes.

È stato il direttore operativo Audi, Mattia Binotto, a rendere note nei giorni precedenti, alcune delle questioni che sarebbero potute emergere, tra cui una possibile metodologia in grado di intervenire a motore acceso. Una soluzione di questo tipo, tuttavia, non potrà essere implementata in tempo per l’avvio della stagione.

Nel mirino Mercedes — insieme ad Alpine, McLaren e Williams, che utilizzano la stessa power unit — e, seppur in misura minore, anche Red Bull.

Da quanto emerso dall’incontro, però, pare che ogni tipo di aggiustamento del regolamento tecnico sia escluso. E, sebbene la proposta di introdurre sensori di combustione in grado di monitorare i parametri anche a caldo non abbia riscosso il successo sperato, è certo che la questione sarà motivo di scontro e di serrati controlli da parte degli altri costruttori già a partire dal GP d’Australia.

La prossima settimana sono previsti i primi test stagionali, ai quali, a quanto pare, non prenderà parte la scuderia di Woking, campione in carica di entrambi i titoli. A rilasciare una prima dichiarazione è stato Andrea Stella, team principal McLaren: “Vogliamo prenderci tutto il tempo a disposizione per fare in modo che la monoposto sia competitiva”. Ha poi voluto rassicurare affermando che non c’è alcun ritardo e che, come da piano strategico, la squadra scenderà in pista solo tra il secondo e il terzo giorno. Pare che al momento la monoposto si trovi in Austria, per poi essere trasferita a Barcellona in vista della sessione ufficiale.

Colpo di scena in casa Williams: secondo alcune fonti (tra cui racingnews365), esiste un’alta probabilità che la squadra non scenda in pista in nessuno dei cinque giorni complessivi di test (tre a disposizione per ogni team). Il motivo sarebbe legato al mancato superamento dei crash test obbligatori. Un duro colpo in un momento in cui percorrere chilometri è ancora più importante rispetto alle passate stagioni, alla luce del nuovo regolamento FIA. Restano dunque soltanto i test in Bahrain, a febbraio, per permettere ai due piloti, Alexander Albon e Carlos Sainz, di salire sulla nuova monoposto.

Sullo stesso argomento

Leggi anche

Dello stesso autore