30 anni dalla scomparsa di Freddie Mercury

Sono passati trent'anni dalla morte di Freddie Mercury, front man dei Queen, scomparso a 45 anni a causa dell'AIDS.

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Il 29 novembre 1991, a Londra all’età di 45 anni, a causa di una complicanza dell’AIDS morì Freddie Mercury, front man dei Queen.

Dalla fuga al successo mondiale

Nato Farrokh Bulsara il 5 settembre 1946 a Zanzibar, Freddie Mercury e la sua famiglia fuggono in Inghilterra nel 1964 a causa dei disordini causati dalla rivoluzione che destituì il sultano Jamshid bin Abdullah e portò al potere l’Afro-Shirazi Party. Nel 1970 Mercury, che faceva parte del quartetto Ibex, incontra il chitarrista Brian May e il batterista Roger Taylor. I due erano musicisti della band Smile, seguita e apprezzata da Freddie. Dopo il suo ingresso nel gruppo, il trio cambia nome in Queen e, l’anno successivo, alla band si aggiunge il bassista John Deacon.

Inutile soffermarsi sulla storia, sui grandissimi successi e sulla rivoluzione musicale della band inglese. L’ultima apparizione al completo risale alla premiazione dei Brit Awards del 1990. In quell’ occasione Freddie Mercury, già provato dalle sue condizioni di salute, si limitò a pronunciare quattro parole: “Thank You. Good Night”.

L’annuncio della malattia e la scomparsa

Le sue condizioni di salute erano note soltanto alla band e ai suoi amici più cari fino a quando, a poche ore dalla sua morte e venuta meno anche la vista, Mercury non decise di renderle pubbliche con un comunicato stampa: “A seguito dell’enorme congettura della stampa fatta nelle ultime due settimane, desidero confermare che sono stato dichiarato sieropositivo e ho l’AIDS. Ho ritenuto corretto mantenere queste informazioni private fino ad oggi per proteggere la privacy di tutti coloro che mi circondano. Tuttavia, ora è giunto il momento per i miei amici e i miei fan di tutto il mondo di conoscere la verità e spero che tutti possano unirsi a me, ai miei medici e a tutti coloro che nel mondo combattono questa terribile malattia. La mia privacy è sempre stata molto speciale per me e sono famoso per la mia mancanza di interviste. Si prega di comprendere che questa linea continuerà”.

Peter Freestone, suo assistente personale, ha spiegato il motivo che ha spinto Freddie Mercury a dare l’annuncio della sua malattia: “Sapeva che avrebbe dovuto fare quella dichiarazione, altrimenti qualcuno avrebbe potuto pensare che lui considerasse l’AIDS come qualcosa di sporco, da nascondere sotto il tappeto”. Poche ore dopo averla fatta, Mercury entra in coma. Dal 10 novembre aveva scelto di non assumere più farmaci e domenica 24, alle 18 e 48, il cuore smette di battere.

Dopo la sua ultima apparizione pubblica, prima di stabilirsi a Londra, si era ritirato in una residenza a Montreux. Da lì aveva registrato alcune tracce musicali, apparse nel disco postumo Made in Heaven del 1995. Tra questa, Mother Love, la sua ultima traccia registrata.