Suicidio assistito, la prima autorizzazione in Italia

Su richiesta del tribunale di Ancona, il comitato etico della ASL delle Marche ha autorizzato il suicidio assistito per un uomo tetraplegico.

Un paziente tetraplegico, immobilizzato da 10 anni, ha ottenuto il via libera al suicidio assistito dal Comitato etico dell’Azienda sanitaria unica regionale (ASUR) delle Marche. Lo ha comunicato l’Associazione Luca Coscioni che da anni si batte, tra le altre cose, per l’approvazione di riforme sul fine vita e che ha promosso un referendum sulla legalizzazione dell’Eutanasia.

Quattordici mesi fa Mario (nome di fantasia) ha richiesto all’azienda ospedaliera locale di poter accedere ad un farmaco letale che mettesse fine alle sue sofferenze. All’inizio, la richiesta è stata rifiutata dall’ASUR Marche. Poi, il Tribunale di Ancona ha emesso due sentenze favorevoli e Mario ha presentato due diffide all’ASUR. Finalmente il Comitato etico, sentito il parere di un gruppo di medici specialisti nominati dall’ASUR stessa, ha dato il via libera all’accesso al suicidio medicalmente assistito.

La prima applicazione della sentenza Cappato-dj Fabo

La decisione è stata possibile grazie alla sentenza della Corte Costituzionale n. 242/2019 che stabilisce che l’assistenza al suicidio non equivale all’istigazione al suicidio e che, in alcuni casi, il suicidio assistito non è punibile. Sono già trascorsi tre anni dalla richiesta della Corte Costituzionale al Parlamento, ma ancora non esiste una legge che definisca le procedure per accedere al suicidio medicalmente assistito. Non sono ancora chiare, quindi, le modalità con le quali Mario potrà sottoporvisi.

Il Comitato etico ha attestato la presenza delle quattro condizioni stabilite dalla Corte costituzionale necessarie per ottenere l’autorizzazione. Mario è tenuto in vita da trattamenti di sostegno vitale ed è affetto da una patologia irreversibile. Essa è fonte di sofferenze fisiche e psicologiche da lui reputate intollerabili. Il paziente è pienamente capace di prendere decisioni libere e consapevoli. Non è sua intenzione avvalersi di altri trattamenti sanitari per il dolore e la sedazione profonda.

Marco Cappato: “Stop alla violenza di Stato”

“Mi sento più leggero, mi sono svuotato di tutta la tensione accumulata in questi anni”. Con queste parole Mario ha commentato la decisione del Comitato Etico. Deciso il commento di Marco Cappato, tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni: “Mario è nelle condizioni di ottenere legalmente l'”aiuto al suicidio”. Ci hanno messo 14 mesi per accorgersene. Spero che la violenza di Stato nei suoi confronti possa ora finire”.

Filomena Gallo, uno degli avvocati difensori di Mario, ha chiarito i prossimi passaggi necessari per l’attuazione della volontà di Mario: “È molto grave che ci sia voluto tanto tempo, ma finalmente per la prima volta in Italia un Comitato etico ha confermato, per una persona malata, l’esistenza delle condizioni per il suicidio assistito. Su indicazione di Mario, procederemo alla risposta all’Azienda sanitaria unica regionale delle Marche e al comitato etico, per la parte che riguarda  le modalità di attuazione della scelta di Mario, affinché la sentenza Costituzionale e la decisione del Tribunale di Ancona siano rispettate. Forniremo, in collaborazione con un esperto, il dettaglio delle modalità di autosomministrazione del farmaco idoneo per Mario, in base alle sue condizioni. La sentenza della Corte costituzionale pone in capo alla struttura pubblica del servizio sanitario nazionale il solo compito di verifica di tali modalità previo parere del comitato etico territorialmente competente”.

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Alberto Pizzolante

Alberto Pizzolante
Alberto Pizzolante
Nato in provincia di Lecce nel 1997, si è laureato in Filosofia presso l'Università Vita-Salute San Raffaele di Milano. Dirige likequotidiano.it.

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