La corte penale internazionale indaga su presunti crimini di guerra

Trentanove Stati membri hanno presentato un referral alla Corte penale internazionale su quanto accaduto in Ucraina dal 2013.

La Corte penale internazionale ha annunciato che 39 Stati membri hanno presentato un referral, cioè una segnalazione di crimini al Procuratore, sulla situazione Ucraina. Gli Stati hanno chiesto alla Corte dell’Aia di indagare i crimini internazionali commessi nell’ambito del conflitto. Hanno sottoscritto il referral tutti gli i Paesi dell’Unione Europea e da Australia, Canada, Colombia, Costa Rica, Georgia, Islanda, Lichtenstein, Nuova Zelanda, Norvegia, Svizzera, Regno Unito e Irlanda.

Il procuratore della corte de L’Aia già il 28 febbraio aveva annunciato la sua decisone di avviare delle indagini in Ucraina. Gli Stati firmatari hanno “deciso di riferire la Situazione in Ucraina al Procuratore della Corte penale internazionale al fine di richiedere al Procuratore di indagare ogni atto integrante crimini di guerra, crimini contro l’umanità e genocidio, potenzialmente commessi sul territorio dell’Ucraina dal 21 novembre 2013 in avanti, incluse le attuali denunce di commissione di crimini in corso su tutto il territorio ucraino, con ciò chiedendo alla Corte di esercitare la sua giurisdizione rispetto all’ambito di accettazione [di giurisdizione della Corte] da parte dell’Ucraina“.

L’Ucraina non è uno Stato aderente alla Corte, quindi dovrà scegliere se accettarne o meno la giurisdizione. Il procuratore ha specificato che l’indagine riguarderà tutti gli atti commessi in Ucraina dal 21 novembre 2013. Quindi, l’indagine analizzerà “tutte le accuse passate e presenti di crimini di guerra, crimini contro l’umanità o genocidio commessi in qualsiasi parte del territorio dell’Ucraina da qualsiasi persona“.

Un’indagine anche dalla Corte internazionale di Giustizia

Anche la Corte internazionale di Giustizia, principale organo giudiziario delle Nazioni Unite, sta indagando su quanto è accaduto e sta accadendo in Ucraina. Il 7 e l’8 marzo si terranno udienze pubbliche sul “caso relativo alle accuse di genocidio. Questo ai sensi della Convenzione sulla prevenzione e la punizione del crimine di genocidio“. L’Ucraina ha presentato una richiesta di indagine sull’operato russo. Secondo Kiev, la Russia ha “falsamente affermato che si sono verificati atti di genocidio” nelle regioni separatiste di Luhansk e Donetsk. Questa falsa affermazione è successivamente stata usata da Mosca come pretesto per invadere il territorio ucraino.

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