Voce da cartone animato: cosa succede davvero quando respiri elio

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Inalare l’elio rende temporaneamente la nostra voce più acuta. Per capire come avviene questo cambiamento dobbiamo distinguere due concetti: tono e timbro. Il tono è la frequenza prodotta dalle vibrazioni delle corde vocali nella laringe. è ciò che determina se una nota è un Do o un Sol. Il timbro invece è la qualità o il “colore” del suono. è ciò che fa distinguere una stessa nota suonata da un violino o da un pianoforte.

Ogni volta che parliamo l’aria compie un viaggio molto lungo. Viaggia dai polmoni, passando attraverso la laringe, luogo in cui incontra le corde vocali. La vibrazione di quest’ultime eccita le molecole d’aria che si trovano nel tratto vocale, impostando una frequenza di risonanza. Il modo in cui le corde vocali vibrano influenza il tono della voce, mentre la vibrazione dell’aria presente nel tratto vacale genera il timbro della voce. Infine il movimento di lingua e labbra varia la frequenza di risonanza, generando i diversi suoni della parola.

La voce dunque esce fuori sotto forma di onde; delle oscillazioni di pressione che vengono trasmesse attraverso un mezzo. L’aria è costituita per la maggior parte da azoto che presenta una massa sette volte superiore a quella dell’elio. L’elio dunque ha bassissima densità, le onde sonore viaggiano molto più velocemente al suo interno: quasi tre volte più rapide rispetto all’aria. Quando inaliamo l’elio, la nostra cassa di risonanza si riempie di questo gas super-leggero. Le nostre corde vocali continuano a vibrare alla stessa frequenza di prima, ma la maggiore velocità del suono sposta verso l’alto le frequenze di risonanza naturali del tratto vocale.

Proprio per via della sua capacità di “cambiare la voce” delle persone, spesso l’elio viene assunto per gioco. In realtà è sempre meglio inalare questo gas con grande cautela. Per prima cosa perché si tratta di una risorsa non rinnovabile che è considerata particolarmente preziosa dagli scienziati. Viene infatti utilizzata nei laboratori di fisica per alcuni esperimenti e giocandoci si libera nell’aria un gas che non sarà più recuperabile.

In secondo luogo, anche se non è tossico e non danneggia le cellule cerebrali, l’elio può rivelarsi dannoso. Assumerne troppo infatti potrebbe causare ipossia. L’elio quindi non è tossico, ma è un gas asfissiante: sostituisce l’ossigeno nei polmoni e ciò può causare asfissia. E’ poco probabile che l inalazione di elio da un palloncino causi gravi problemi di salute, ma non è impossibile soprattutto se si tratta di bambini.

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