Endometriosi, la malattia dell’apparato genitale femminile

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L’endometrio, o tessuto endometriale è la tonaca mucosa dell’utero e rappresenta lo strato cellulare più interno di quest’ultimo. Per effetto di estrogeni e progesterone, ormoni secreti dalle ovaie durante il ciclo mestruale, l’endometrio si rinnova regolarmente. L’endometriosi è una malattia tipica dell’apparato genitale femminile.

Essa è caratterizzata dalla presenza di endometrio dove questo non dovrebbe essere fisiologicamente presente, dunque al di fuori dell’utero o in parti dell’utero non appropriate. Possiamo infatti distinguere, per dove si trova il tessuto endometriale, due tipologie di endometriosi:

  1. endometriosi interna l’endometrio si trova dentro la parete muscolare dell’utero (miometrio)
  2. endometriosi esterna l’endometrio di trova fuori dall’utero, presente in ovaie, retto, tube, peritoneo, vescica e/o intestino

Tra esse, la forma più comune è l’endometriosi esterna, soprattutto colpisce le ovaie. Le cause di endometriosi sono ancora oggi poco chiare, ma esistono diverse teorie che possono spiegare come essa si sviluppa:

  1. teoria della mestruazione retrograda: spiega che gruppi di cellule dell’endometrio, che si sfaldano durante le mestruazioni, andrebbero a refluire attraverso le tube di Falloppio fino alla cavità addomino-pelvica, portando cellule endometriali a impiantarsi su peritoneo e organi vicini;
  2. teoria metaplastica: essa propone che l’endometriosi non derivi da cellule endometriali trasportate altrove, ma dalla trasformazione di cellule già presenti nel peritoneo in cellule simili all’endometrio;
  3. teoria della predisposizione genetica: sostiene che l’endometriosi sia una condizione in cui alcune varianti genetiche aumentalo la probabilità che il corpo sviluppi infiammazione, impianti ectopici ecc. Le ricerche più recenti (incluso uno studio su Nature Genetics) mostrano che le varianti associate all’endometriosi riguardano geni coinvolti in: risposta immunitaria,sensibilizzazione al dolore, metabolismo degli estrogeni, adesione e invasività cellulare.

Per quanto riguarda la sintomatologia, l’endometriosi è una condizione variabile, infatti ci sono donne in cui essa non causa nessun sintomo, donne in cui provoca una sintomatologia lieve e donne invece in cui provoca disturbi rilevanti.

tra i sintomi caratteristici troviamo:

  1. dolore pelvico
  2. vulvodinia, ovvero dolore cronico a carico della vulva
  3. dismenorrea, dunque mestruazioni molto dolorose
  4. dispareunia ovvero dolore durante i rapporti sessuali
  5. ingenti perdite di sangue durante le mestruazioni

L’endometriosi può causare la formazione di una o più cisti endometriosiche, che sono sacche di sangue che si formano quando l’endometriosi colpisce l’ovaio: con i cicli mestruali le cellule endometriosiche sanguinano e provocano micro emorragie. Il sangue rimane intrappolato e si accumula e nel tempo si formano queste cisti che possono crescere lentamente.

L’endometriosi può inoltre causare dolore cronico, problemi riproduttivi e complicanze legate all’infiammazione. Può inoltre favorire una condizione di sterilità e, nel caso in cui riguardi le ovaie, aumenta il rischio di tumore dell’ovaio. La diagnosi di endometriosi è uno dei punti più problematici dell’intera malattia: è uno dei motivi per cui molte donne arrivano alla diagnosi dopo molti anni di dolore.

Le difficoltà stanno nel fatto che i sintomi sono spesso variabili e spesso normalizzati. Infatti il dolore mestruale viene spesso considerato “normale”. inoltre i sintomi cambiano da donna a donna e ciò porta a ritardi nel chiedere aiuto. Inoltre non esiste un singolo esame che identifichi questa patologia, bisogna che ci sia occhio clinico e diagnosi attraverso imaging. Serve un operatore esperto poichè le lesioni possono essere molto piccole e nascoste e non tutti i ginecologi hanno una formazione avanzata.

In Italia il ritardo diagnostico medio è di circa 10 anni per scarsa conoscenza della malattia, minimizzazione del dolore femminile e difficoltà ad accedere in centri specializzati.

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