Settembre è iniziato e con lui anche il nuovo anno scolastico 2025/2026. Il rientro di quest’anno segna una fase di cambiamento nella scuola su più fronti: una digitalizzazione più spinta e nuove risorse provenienti dai fondi del PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza).
Grazie all’accelerazione impressa dal PNRR, molte scuole hanno aggiornato le proprie dotazioni tecnologiche. Lim, tablet, registro elettronico evoluto e piattaforme di apprendimento online sono ormai la norma. Alcune regioni hanno introdotto sperimentazioni di “zaino digitale”: meno libri cartacei, più materiali condivisi su cloud. Gli studenti, in particolare quelli delle superiori, stanno affrontando un nuovo modo di studiare, più interattivo e connesso.
Il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha distribuito oltre 3 miliardi di euro destinati a edilizia scolastica, laboratori STEM, formazione dei docenti e ambienti innovativi. In molti comuni italiani, soprattutto nelle aree interne e nel Sud, sono stati avviati cantieri per scuole più moderne, sicure e sostenibili. Inoltre, i fondi stanno sostenendo il potenziamento delle competenze digitali, linguistiche e imprenditoriali.
Non mancano però le criticità. La differenza tra scuole ben attrezzate e istituti più in difficoltà resta evidente. Non tutti gli studenti hanno accesso alle stesse opportunità digitali, e le famiglie con minori risorse rischiano di restare indietro. Anche sul fronte del personale scolastico, il reclutamento resta un tema aperto, con carenze soprattutto tra i docenti di sostegno.
Il rientro a scuola 2025, insomma, è il segno di una trasformazione in corso. La sfida sarà renderla equa, stabile e davvero utile per le nuove generazioni.
