Etiopia: il generale tigrino Gebremedhin Fikadu è morto

Secondo il Governo del Tigray, Gebremedhin Fiqadu è stato ucciso dal Governo di Abiy Ahmed solo a causa della sua origine trigrina.

Il generale maggiore dell’esercito etiope, Gebremedhin Fikadu (nome di battaglia Wedi Necho), è morto in circostanze misteriose in una prigione di Addis Abeba. Fikadu era stato arrestato, insieme ad altri 16 alti ufficiali dell’esercito, in seguito ad un attacco delle forze di liberazione del Tigray contro le forze di difesa nazionale etiope, avvenuto il 4 novembre 2021. Secondo la Polizia federale, in quell’occasione i militari avrebbero sabotato le comunicazioni tra il Comando Centrale dell’esercito e il reggimento settentrionale, favorendo così l’attacco tigrino. Inoltre, gli ufficiali accusati avrebbero fornito illegalmente apparecchiature di comunicazione alle forze del Tigray. Gebremedhin Fikadu era quindi accusato di tradimento.

Il generale maggiore ha servito l’Etiopia come soldato e comandante per molto tempo. Ha partecipato a missioni di pace in Liberia e Somalia. Ha inoltre ricoperto il ruolo di capo delle comunicazioni della Difesa etiope ed è stato comandante delle forze di pace etiopi in Somalia. Dall’inizio del conflitto in Tigray, le autorità etiopi hanno arrestato più di 17.000 militari tigrini, senza alcun valido motivo.

Il comunicato del Governo del Tigray

«Il governo del Tigray esprime il suo dolore per il martirio del maggiore generale Gebremedhin Fiqadu. Egli ha pagato l’ultimo sacrificio per mano del regime di Abiy Ahmed il 2 maggio 2022. Il generale Gebremedhin Fiqadu ha combattuto per la tutela della sovranità nazionale, della pace, della democrazia e dello sviluppo socioeconomico. […] Wedi Necho è stato uno dei capi militari più decorati appartenenti al popolo del Tigray. Egli è stato uno straordinario funzionario pubblico, ha prestato le sue abilità, le sue conoscenze e la sua vita per il buon completamento dei compiti e delle operazioni assegnati dal popolo e dal governo dell’Etiopia nei 27 anni successivi alla fine del regime di Derg il 28 maggio 1991.

Nonostante ciò, la cricca fascista di Abiy, che ha assunto il potere attraverso cospirazioni e sotterfugi, ha costretto l’eroico combattente per la libertà, che non aveva commesso nessun peccato se non quello di servire con onore il suo popolo e il suo paese, a languire in prigione. Lo ha ucciso. Solo a causa della sua identità trigrina. Tutti devono sapere che la cricca fascista spietata di Abiy Ahmed sarà ritenuta pienamente responsabile dell’omicidio di Wedi Necho, del generale Seare Mekonnen, del maggiore generale Gezae Abera e di centinaia di ufficiali di alto e basso livello e di soldati di identità tigraya.

L’appello alla comunità internazionale

Il governo del Tigray chiede un’inchiesta indipendente, condotta da un’entità internazionale imparziale, sulle circostanze del martirio di Gebremedhin Fiqadu. Inoltre, invita la comunità internazionale ad esercitare pressioni sufficienti per ottenere la liberazione immediata di politici e militari in carcere a causa della loro identità tigrina, criminalizzata dal Governo. Sia in passato sia ora, numerosi dirigenti civili e militari, insieme a comuni combattenti per la libertà, hanno pagato il sacrificio ultimo per garantire la sicurezza e la dignità nazionale del Tigray. Tuttavia, la gente del Tigray non ha mai ceduto nemmeno per un istante. Pertanto, il governo del Tigray non ha alcun dubbio che ogni singolo tigrino si adopererà per affrontare i molteplici problemi del nostro popolo e per vendicare la perdita di tutti i nostri eroici martiri. Gloria eterna a tutti i nostri martiri! Tenendo salda la loro eredità, decimeremo i nostri nemici! Il Tigray vincerà!».

Alberto Pizzolante

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