Guerra, il Patriarcato russo attacca Papa Francesco

Secondo il Patriarcato russo, Papa Francesco ha scelto il tono sbagliato per trasmettere il contenuto della conversazione con Kirill.

Il Patriarcato russo e il Cremlino hanno risposto alle dichiarazioni rilasciate ieri da Papa Francesco al Corriere della Sera. Il Cremlino ha comunicato che non è in programma alcun colloquio tra il Presidente della Federazione Russa, Vladimir Putin, e Papa Francesco. Il capo della Chiesa cattolica aveva dichiarato dichiarato: «Ho chiesto al cardinale Parolin, dopo venti giorni di guerra, di fare arrivare a Putin il messaggio che io ero disposto ad andare a Mosca. Certo, era necessario che il leader del Cremlino concedesse qualche finestrina. Non abbiamo ancora avuto risposta e stiamo ancora insistendo, anche se temo che Putin non possa e voglia fare questo incontro in questo momento. Ma tanta brutalità come si fa a non fermarla?».

«È deplorevole che un mese e mezzo dopo la conversazione con il Patriarca Kirill, Papa Francesco abbia scelto il tono sbagliato per trasmettere il contenuto di questa conversazione», ha dichiarato il dipartimento delle relazioni esterne del Patriarcato russo in una nota, secondo quanto riporta la Tass. «Tali dichiarazioni difficilmente contribuiranno all’instaurazione di un dialogo costruttivo tra le chiese cattolica romana e ortodossa russa, che è particolarmente necessario in questo momento».

La nota fa riferimento alle seguenti dichiarazioni di Bergoglio: «Ho parlato con Kirill 40 minuti via zoom. I primi venti con una carta in mano mi ha letto tutte le giustificazioni alla guerra. Ho ascoltato e gli ho detto: di questo non capisco nulla. Fratello, noi non siamo chierici di Stato, non possiamo utilizzare il linguaggio della politica, ma quello di Gesù. Siamo pastori dello stesso santo popolo di Dio. Per questo dobbiamo cercare vie di pace, far cessare il fuoco delle armiIl Patriarca non può trasformarsi nel chierichetto di Putin. Io avevo un incontro fissato con lui a Gerusalemme il 14 giugno. Sarebbe stato il nostro secondo faccia a faccia, niente a che vedere con la guerra. Ma adesso anche lui è d’accordo: fermiamoci, potrebbe essere un segnale ambiguo».

Le sanzioni al patriarca Kirill

L’Agence France-Presse ha riferito che l’Unione Europea ha avanzato una proposta per imporre restrizioni al patriarca Kirill di Mosca e di tutta la Russia. «I piani dell’Unione europea di inserire nella lista nera il patriarca Kirill di Mosca e di tutta la Russia non sono in contatto con il buon senso». Lo ha scritto su Telegram il portavoce della Chiesa ortodossa russa, Vladimir Legoida.

«Più diventano indiscriminate queste sanzioni, più perdono il contatto con il buon senso e più difficile diventa raggiungere la pace, che è ciò per cui la Chiesa ortodossa russa prega con la benedizione di Sua Santità il Patriarca e l’assistenza a tutti coloro che sono stati colpiti dal conflitto ucraino», ha sottolineato Legoida. «Solo coloro che ignorano completamente la storia della nostra Chiesa possono cercare di intimidire il suo clero e i suoi credenti compilando alcune liste». Lo ha riportato la Tass.

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