sabato, Aprile 20, 2024

«Esponiamo i Bronzi di Riace fuori dalla Calabria». Intervista a Vittorio Sgarbi

Secondo Vittorio Sgarbi «lo stato di conservazione dei Bronzi di Riace è buono e non impedisce alcuno spostamento».

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Critico d’arte, storico dell’arte, saggista, politico, personaggio televisivo e opinionista italiano, Vittorio Sgarbi è stato ospite della sesta edizione di Valentia in festa. Nella manifestazione culturale, il critico ha presentato il suo ultimo libro intitolato Canova e la bella Amata. Vittorio Sgarbi dal 2018 ricopre la carica di sindaco del comune di Sutri, dal 2019 è prosindaco di Urbino, dal 2022 è assessore alla Bellezza del comune di Viterbo e sottosegretario di Stato alla cultura e dal 2023 è consigliere regionale della Regione Lombardia. Inoltre, Vittorio Sgarbi è Presidente della Fondazione Ferrara Arte, del Mart di Trento, del MAG di Riva del Garda e della Gypsotheca del Canova oltreché commissario per le Arti di Codogno.

Alcune delle opere di Canova sono esposte in Francia. A Suo avviso è necessario intervenire, anche dal punto di vista governativo, per trasferire queste opere in Italia?
No. Le opere di Canova sono esposte dove le ha destinate lui stesso. Quelle esposte in Francia non sono state trafugate: si trovano lì perché lì sono state commissionate. Oltretutto l’esistenza del museo di Possagno, con tutti i gessi di Canova, compensa la presenza di opere importanti, come le Tre Grazie, all’estero. Canova è un autore di cui in Italia c’è una compiutezza e una conoscenza tale che non ha eguale.

Ritiene che gli spostamenti di opere d’arte dalla sede originale siano funzionali poiché finalizzati alla fruizione da parte di un pubblico più ampio o dovrebbero, invece, essere evitati?
Alcune mostre sono sempre giuste, mentre lo spostamento arbitrario è sempre sbagliato. La severità talvolta è giustificata, talvolta è dannosa poiché è una sorta di diffidenza che non corrisponde al reale fragilità delle opere: è il caso emblematico dei Bronzi di Riace che da 42 anni non si spostano. Senza alcun danno e con molto beneficio per la Calabria, i Bronzi di Riace potrebbero essere esposti in America o in Francia. Sicuramente l’attuale collocazione dei Bronzi genera un guadagno in termini turistici per la Calabria, ma questa sorta di idolatria e di rifiuto di qualsiasi tipo di spostamento è ingiustificato se si analizza lo stato di conservazione delle opere.

Lo stato di conservazione dei Bronzi di Riace è buono, nonostante i troppi restauri che i Bronzi hanno avuto, e non impedisce alcuno spostamento. Queste opere sarebbero dovute essere esposte all’Expo di Milano, ma non è stato possibile farlo. Credo che ogni dieci anni si possano spostare. Da qui a trent’anni, quindi, potrebbero andare a Parigi, a New York e a Pechino, con un vantaggio per l’immagine dell’Italia e della Calabria.

Ripeto: il pregiudizio non corrisponde a un rischio reale. Il rischio di danneggiamento dei Bronzi di Riace è solo una questione psicologica dei calabresi, i quali hanno avuto una tale quantità di ingiustizie che, ogni volta in cui si affronta l’argomento, sembra che si intenda sottrarre loro i Bronzi per sempre e non solo per tre mesi. Il tema riguarda esclusivamente la capacità della tecnologia di garantire spostamenti in sicurezza. Andiamo sulla Luna, figuriamoci se non possiamo spostare le opere d’arte in sicurezza. Senza dubbio è ingiusto muovere le opere d’arte senza un valido motivo. Tuttavia, in occasioni particolari, lo spostamento è giusto e causa un vantaggio per l’immagine dei territori d’origine. Nel caso dei Bronzi, dopo 40 anni uno spostamento potrebbe essere compreso anche dai calabresi.

Alberto Pizzolante
Alberto Pizzolante
Nato in provincia di Lecce nel 1997, si è laureato in Filosofia presso l'Università Vita-Salute San Raffaele di Milano. Dirige likequotidiano.it.

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