Chi è Marcello Pera, candidato del centrodestra al Quirinale

Professore di filosofia ed esperto di Karl Popper, Marcello Pera è stato presidente del Senato della Repubblica e senatore di Forza Italia.

Nel pomeriggio di martedì, i partiti di centrodestra (Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia) hanno presentato una rosa di tre nomi candidabili alla Presidenza della Repubblica. Le figure adatte a ricoprire il ruolo di Capo dello Stato, secondo Salvini, Meloni e Tajani, sono Letizia Moratti, Marcello Pera e Carlo Nordio.

Marcello Pera nasce a Lucca nel 1943. Allievo di Francesco Barone, è stato professore straordinario di Filosofia teoretica a Catania e professore ordinario di Filosofia della scienza a Pisa. Esperto del pensiero di Karl Popper, è teorizzatore della “società aperta”. È membro del Comitato scientifico dell’Associazione “Fondazione Karl Popper”. Ha collaborato con il Corriere della Sera, Il Messaggero, La Stampa, L’Espresso e Panorama e ha pubblicato numerosi saggi.

Dopo aver militato nel Partito Socialista Italiano, nel 1994 entra in Forza Italia, di cui diventa vicepresidente e responsabile del dipartimento Giustizia. È senatore con Forza Italia, il Popolo delle Libertà e con la Casa delle Libertà dal 1996 al 2013. Ha presieduto il Senato della Repubblica dal 2001 al 2006. Nel novembre 2018, viene nominato presidente del Comitato storico-scientifico per gli anniversari di interesse nazionale istituito presso la presidenza del Consiglio.

Nel discorso di insediamento alla Presidenza del Senato, ha dichiarato: “Questo è il nucleo della democrazia. […] Non è soltanto il governo del popolo, la democrazia. Non è neppure soltanto il governo delle regole o della legge: è qualcosa di più difficile, ma anche di più esaltante. La democrazia è quel regime di governo che permette a chi si oppone di sostituire pacificamente chi prende le decisioni a nome della maggioranza. Per questo la democrazia o lo strumento della democrazia non è soltanto il voto, ma l’argomentazione, il discorso, il confronto. Per sostituire chi governa, prima di votare occorre confutare e criticare. Allo stesso modo per governare occorre argomentare e convincere“.

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