«La morte è più misericordiosa»: storia di una famiglia rifugiata in Libano

Mohammad e Asmaa sono fuggiti dal conflitto siriano, per raggiungere il Libano, nel 2013. Hanno 5 figli, la più grande dei quali ha 10 anni.

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«A volte sembra che tutto ciò non sia reale. Pensi, “come abbiamo fatto a finire così, in una tenda?”. In estate, sembra una fornace. In inverno si gela. Mia figlia ha sbattuto e si è bruciata la fronte sulla stufa, e non ho potuto farla curare. Un topo mi ha morso la mano e non ho potuto prendere niente per la ferita. Non ho assolutamente nulla. La morte è più misericordiosa». Queste sono le parole di Mohammad, un uomo di 34 anni che vive in un campo a Tripoli, nel nord del Libano.

Mohammad e sua moglie Asmaa sono fuggiti dal conflitto nel governatorato siriano di Hama nel 2013, quando la loro figlia maggiore Arkan era solo una bambina. Ora ha 10 anni e quattro fratelli più piccoli, e tutto ciò che ha sempre conosciuto è la vita in un insediamento informale. La storia di Mohammad è stata pubblicata dall’UNHCR. La sua famiglia vive senza legna e, durante l’inverno appena trascorso, ha dovuto bruciare scarpe e sacchetti di plastica per riscaldarsi. Mohammad e Asmaa non possono lavorare. L’uomo soffre di lesioni causate da sforzi ripetitivi alle braccia. Asmaa lavorava nei campi per mantenere la famiglia ma ora, incinta di nove mesi, non può più farlo. Arkan, la loro figlia di 10 anni, è diventata la principale fonte di sostentamento della famiglia. Ogni giorno, dalle 6 del mattino, vende fazzoletti sul ciglio della strada. Guadagna mediamente 1-2 dollari al giorno.

«Vengo spesso presa in giro mentre vendo i fazzoletti, e alcuni bambini mi tirano anche i capelli – racconta la ragazza all’UNHCR – ma devo aiutare mio padre. Mi piacerebbe diventare un’insegnante quando sarò grande». Quando il lavoro e le lezioni sono finalmente finite, Arkan esce a giocare con i suoi fratelli e gli altri bambini dell’insediamento. Rincorrono una palla tra le tende e, per un breve momento, Arkan può dimenticare la responsabilità che porta per la sua famiglia ed essere di nuovo una bambina, sognando un futuro migliore e più sicuro.

La valuta libanese è sempre più debole. Questo e l’aumento dei prezzi causato dalla guerra in Ucraina ha costretto molti rifugiati a saltare i pasti o a mandare i propri figli a lavorare. In Turchia, Libano, Giordania, Iraq ed Egitto vivono 5,7 milioni di rifugiati siriani. La guerra in Siria è in corso da ben 11 anni.

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Alberto Pizzolante
Alberto Pizzolante
Nato in provincia di Lecce nel 1997, si è laureato in Filosofia presso l'Università Vita-Salute San Raffaele di Milano. Dirige likequotidiano.it.

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