Ucraina, attaccata la più grande centrale nucleare europea

Nella notte, l'esercito russo ha conquistato la più grande centrale nucleare d'Europa. I combattimenti hanno provocato un incendio.

L’esercito russo ha preso il controllo della centrale nucleare di Zaporizhzhia, nella città di Enerhodar, sulle sponde del bacino idrico di Kachovka sul fiume Dnepr. Si tratta della più grande centrale nucleare d’Europa, la quinta più grande del mondo. L’impianto genera all’incirca la metà dell’elettricità prodotta dall’Ucraina da fonte nucleare e oltre un quinto dell’elettricità totale che produce lo Stato. La produzione annua è di 40-42 miliardi di kWh.

Nella notte, le forze armate russe hanno bersagliato la centrale con tiri d’artiglieria e di mitragliatrici pesanti “da tutte le parti”. I combattimenti hanno generato un incendio nel centro di addestramento della centrale, non lontano dai reattori. L’area colpita dall’incendio è di circa 2000 metri quadri. In un primo momento, i vigili del fuoco non sono riusciti ad accedere alla centrale perché “sotto tiro” da parte delle forze russe. Le fiamme non hanno colpito strutture essenziali. L’Agenzia internazionale per l’energia atomica (AIEA)non ha rilevato cambiamenti nei livelli di radiazioni.

L’attacco è durato circa due ore. Terminati gli scontri, i vigili del fuoco hanno potuto quindi raggiungere l’impianto e sono riusciti a spegnere l’incendio. L’AIEA ha dichiarato che “le attrezzature essenziali della centrale colpita non sono state compromesse dall’incendio“. L’autorità ucraina per l’energia nucleare ha spiegato che “Il territorio della centrale elettrica nucleare di Zaporozhye è occupato dalle forze armate della Federazione Russa. Al momento, non sono stati registrati mutamenti nei livelli delle radiazioni. Si registra qualche danno alle strutture circostanti l’unità del reattore del blocco energetico numero uno, che non colpiscono la sicurezza del blocco energetico. I sistemi e gli elementi rilevanti per la sicurezza della centrale nucleare sono operativi. Quindi, il personale della centrale sta continuando a lavorare, il reattore più vicino al luogo dell’incendio è operativo e la fornitura di energia elettrica sta continuando nel rispetto dei normali standard di sicurezza“.

Le reazioni all’attacco alla centrale nucleare

Il presidente ucraino Zelensky ha accusato Putin di usare come arma il “terrore nucleare”, colpendo, come nessuno aveva mai osato fare nella storia dell’umanità, una centrale atomica. Se fosse esplosa, ha dichiarato il ministro degli Esteri, Dmytro Kuleba, sarebbe stato “dieci volte peggio di Chernobyl”. il primo ministro britannico, Boris Johnson, ha accusato Vladimir Putin di mettere in pericolo l’intera Europa e ha chiesto una riunione di emergenza del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. “L’attacco russo coinvolge la più grande centrale nucleare d’Europa. Siamo di fronte a una guerra senza limiti che minaccia la sicurezza di tutti“, ha scritto su twitter il commissario europeo all’Economia, Paolo Gentiloni.

Il direttore generale dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica, Rafael Grossi, ha scritto sui social: “Ho parlato con il primo ministro Denys Shymgal. L’Aiea sta monitorando ed è in stretto contatto con l’operatore e l’autorità nucleare ucraina. Chiedo alle parti di astenersi da azioni che possano mettere la centrale in pericolo“.

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