Unione Europea: scontro sull’embargo al petrolio russo

Ursula von der Leyen ha proposto un divieto totale d'importazione di tutto il petrolio russo. L'Ungheria eserciterà il diritto di veto.

La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha annunciato il nuovo pacchetto di sanzioni alla Russia che prevede l’esclusione dal circuito Swift di Sberbank e di altre due grandi banche. «Questo – ha dichiarato von der Leyen – solidificherà il completo isolamento del settore finanziario russo dal sistema globale. Proponiamo un divieto totale d’importazione di tutto il petrolio russo, via mare e via oleodotto, greggio e raffinato. Il futuro dell’Unione Europea è scritto anche in Ucraina».

«La prossima settimana si celebra la Giornata dell’Europa, il 72mo compleanno della nostra Unione. Questa Giornata – ha aggiunto Ursula von del Leyen – sarà tutta dedicata all’Unione del futuro: su come la rendiamo più forte, più resistente, più vicina ai suoi cittadini. Ma non possiamo dare da soli la risposta a tutte queste domande. Oggi escludiamo da Swift Sberbank, di gran lunga la più grande banca della Russia, e altre due grandi banche. Con questo, colpiamo le banche che sono cruciali per il sistema finanziario russo e la capacità di Putin di creare distruzione. Questo solidificherà il completo isolamento del settore finanziario russo dal sistema globale».

«Eliminare il petrolio russo non sarà facile, ma dobbiamo semplicemente farlo»

Per ciò che riguarda il petrolio, la presidente ha affermato: «Ci assicureremo di eliminare gradualmente il petrolio russo in modo ordinato, in modo da permettere a noi e ai nostri partner di assicurare vie di approvvigionamento alternative e di ridurre al minimo l’impatto sui mercati globali. Questo è il motivo per cui elimineremo gradualmente il greggio russo entro sei mesi e i prodotti raffinati entro la fine dell’anno. Quando i leader si sono incontrati a Versailles, hanno concordato di eliminare gradualmente la nostra dipendenza dall’energia russa. Nell’ultimo pacchetto di sanzioni, abbiamo iniziato con il carbone. Ora stiamo affrontando la nostra dipendenza dal petrolio russo.

Cerchiamo di essere chiari: non sarà facile. Alcuni Stati membri sono fortemente dipendenti dal petrolio russo. Ma dobbiamo semplicemente farlo. Oggi sanzioniamo ufficiali militari di alto livello e altri individui che hanno commesso crimini di guerra a Bucha e che sono responsabili dell’assedio disumano della città di Mariupol, mandando un altro importante segnale a tutti i responsabili della guerra in Russia: sappiamo chi siete e sarete ritenuti responsabili».

L’Ungheria eserciterà il diritto di veto

La riunione dei rappresentanti permanenti dei 27 Paesi (Coreper) è terminata senza un’intesa sulle proposte presentate dalla Commissione. L’Ungheria ha annunciato che non sosterrà la proposta dell’Unione Europea per un embargo graduale sul petrolio russo. Secondo il portavoce del governo ungherese, Zoltan Kovacs, il governo ungherese non vede «alcun piano o garanzia su come una transizione potrebbe essere gestita sulla base delle proposte attuali e su come sarebbe garantita la sicurezza energetica dell’Ungheria». Alla Bbc, Kovacs ha aggiunto che l’Ungheria eserciterà il diritto di veto: «Alla fine bisogna ricordare come funziona l’Ue. La proposta arriva da Bruxelles, che è il centro amministrativo, burocratico dell’Unione Europea, non dei Paesi membri».

Il ministro delle Finanze bulgaro, Assen Vassilev, ha dichiarato che «dal punto di vista puramente tecnologico, la Bulgaria può fare a meno del petrolio russo, ma ciò aumenterebbe notevolmente il costo dei carburanti nel Paese. Pertanto, se la Commissione europea consente eccezioni dell’embargo petrolifero, anche la Bulgaria eserciterà il diritto di chiederle». La Bulgaria dipende per oltre il 90% dal petrolio russo.

La posizione dell’Ucraina

Dura la posizione espressa ministro degli Esteri ucraino sull’ipotetico embargo europeo al petrolio russo. «Chi, tra i Paesi dell’Unione europea, si oppone all’embargo al petrolio e al gas russi è, di fatto, complice dei crimini commessi dalla Russia in Ucraina», ha affermato il ministro. «Ci troviamo davanti a una situazione assurda. La Ue sta sostenendo l’Ucraina con una mano, fornendo assistenza finanziaria, imponendo varie sanzioni alla Russia, mobilitando risorse per fornire armi all’Ucraina e allo stesso tempo continuando a pagare la Russia per il gas e il petrolio, alimentando così la sua macchina militare con miliardi di euro».

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