L’intelligenza artificiale, non solo quella di Apple, sta ormai prendendo sempre più piede nella nostra vita quotidiana ed è uno strumento che può tornarci molto utile e che ci soddisfa in tutte le ricerche che noi facciamo, partendo da quelle più banali fino ad arrivare alle più complesse. Secondo Apple il futuro dell’intelligenza artificiale non si gioca tutto sul cloud o su chip ultra-potenti ma piuttosto nel delicato equilibrio fra privacy, efficienza ed integrazione profonda nell’ecosistema dei vari dispositivi della casa di Cupertino, su cui l’azienda punta sempre a distinguersi più che ad inseguire gli altri brand. Apple Intelligence è stata annunciata ufficialmente alla WWDC 2024 e nel corso di quest’ultimo anno ci sono stati diversi travagli con l’unione europea (UE), a causa dei quali ci sono stati ritardi per l’arrivo delle varie funzionalità di AI nei vari paesi europei, fra cui l’Italia.
Recentemente Apple ha pubblicato il rapporto tecnico ufficiale sui suoi modelli AI, un documento ricco di dettagli su architettura, ottimizzazioni, training, dati e privacy, che aiuta a capire come l’intelligenza artificiale sarà presto parte della vita quotidiana su tutti i nostri dispositivi iPhone, iPad e Mac; inoltre questo è anche un documento molto tecnico che contiene spunti interessanti anche per un pubblico generalista e quindi anche per i meno esperti.
Apple ha tecnicamente raggiunto un traguardo molto rilevante, infatti per anni abbiamo sentito dire che l’intelligenza artificiale richiedesse server remoti ed una potenza illimitata ma l’azienda di Cupertino ci ha creduto ed ha lavorato per far in modo che questa affermazione fosse meno vera possibile. Il modello di Apple Intelligence è costituito infatti da 3 miliardi di parametri vari che girano direttamente sul dispositivo stesso, questo valore è ben distante anche dal più semplice modello di AI basato su server, ovvero GPT 3 associato con 175 miliardi di parametri ed è dunque un livello che nessuno oggi ha mai raggiunto in locale.
Questo traguardo viene permesso grazie a due importanti innovazioni tecniche da parte di Apple, il modello AI è diviso in due blocchi (fra cui uno senza proiezioni key-value) ed è gestito con un formato ultra-complesso a 2 bit, ciò permette quindi di ottenere risposte più rapide, meno memoria occupata sui dispositivi ed anche nessuna necessità di inviare i dati sul cloud.
Più lingue disponibili per utilizzare tutte le features di Apple Intelligence, maggiore inclusione meno inglese-centrismo
Inizialmente uno dei limiti iniziali di Apple Intelligence è stato il supporto linguistico, infatti le lingue supportate dal modello AI inizialmente non erano molte poi col passare dei mesi l’azienda ha man mano aggiunto il supporto per varie lingue nel mondo fino ad arrivare in Europa nei primi mesi del 2025, ad esempio il supporto linguistico per noi in Italia è arrivato ufficialmente lo scorso Aprile. La quota di dati multilingue del modello AI della Mela è quindi aumentata in maniera significativa, passando da un 8% fino ad un 30% a livello globale ed ha ampliato il proprio vocabolario da 100.000 a 150.000 token.
