Approvata la legge sui reati contro il patrimonio culturale

Approvata la legge che inasprisce le pene per i reati contro il patrimonio culturale, come stabilito dalla Convenzione di Nicosia.

Il Parlamento ha approvato, all’unanimità, la riforma delle disposizioni penali a tutela del patrimonio culturale. La legge approvata ricalca il testo presentato nella scorsa legislatura dai ministri Franceschini e Orlando e inasprisce le pene per diversi reati, come previsto dalla Convenzione di Nicosia del Consiglio d’Europa recentemente ratificata dall’Italia.

La legge introduce nuovi reati, tra cui quello di furto di bene culturale. Per questo reato, le pene previste vanno da 2 a 6 anni di carcere. Incrementate le pene per ricettazione e riciclaggio legati all’arte, puniti rispettivamente con il carcere fino a 10 e fino a 14 anni. Previste delle aggravanti per le devastazioni e saccheggi quando questi colpiscono arte, paesaggio, musei, aree archeologiche. Saranno possibili arresti in flagranza, processi per direttissima e intercettazioni anche per i reati contro il patrimonio.

L’intervento legislativo colloca nel codice penal, e, con un titolo espressamente dedicato, gli illeciti penali attualmente ripartiti tra codice penale e codice dei beni culturali. Inoltre, innalzando le pene vigenti, dà attuazione ai principi costituzionali secondo i quali il patrimonio culturale e paesaggistico necessita di una tutela ulteriore rispetto a quella offerta alla proprietà privata. Viene infine consentita la possibilità di svolgere attività sotto copertura per contrastare il traffico illecito delle opere d’arte.

Una giornata storica, un grande passo avanti nella tutela e nella protezione del patrimonio culturale e nella lotta al traffico illecito di opere d’arte. Il Parlamento ha approvato definitivamente una legge attesa da anni che ribadisce la centralità della cultura nelle scelte politiche italiane, indipendentemente dagli schieramenti. Siamo una super potenza culturale e con questa legge stiamo indicando la strada, anche dando attuazione alla Convenzione di Nicosia“. Così il ministro della Cultura, Dario Franceschini, ha commentato il voto del Parlamento.

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