Aumentano i prezzi al consumo e le importazioni extra UE

L’indice nazionale dei prezzi al consumo aumenta del 6,7% su base annua. Aumentano del 9,8% le importazioni con i paesi extra Ue27.

Secondo l’ISTAT, nel mese di marzo 2022 l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC), al lordo dei tabacchi, ha registrato un aumento dell’1,2% su base mensile e del 6,7% su base annua (da +5,7% del mese precedente). L’accelerazione dell’inflazione su base tendenziale è dovuta prevalentemente ai prezzi dei beni energetici (la cui crescita passa da +45,9% di febbraio a +52,9%), in particolare a quelli della componente non regolamentata (da +31,3% a +38,7%). In misura minore, incidono i prezzi al consumo dei beni alimentari, sia lavorati (da +3,1% a +4,0%) sia non lavorati (da +6,9% a +8,0%). I prezzi dei beni energetici regolamentati continuano a essere quasi doppi di quelli registrati nello stesso mese dello scorso anno (+94,6%). I servizi relativi ai trasporti, invece, registrano un rallentamento (da +1,4% a +1,0%).

L’inflazione di fondo, al netto degli energetici e degli alimentari freschi, accelera da +1,7% a +2,0%. Su base annua, accelerano i prezzi dei beni (da +8,6% a +10,2%), mentre quelli dei servizi rimangono stabili (+1,8%%). L’inflazione acquisita per il 2022 è pari a +5,3% per l’indice generale e a +1,6% per la componente di fondo.

Il commercio estero extra UE

A febbraio 2022 si stima, per l’interscambio commerciale con i paesi extra Ue27, un aumento congiunturale per entrambi i flussi, più ampio per le importazioni (+9,8%) rispetto alle esportazioni (+1,9%). L’incremento su base mensile dell’export è dovuto all’aumento delle vendite di energia (+34,9%), dei beni di consumo non durevoli (+7,0%) e dei beni intermedi (+3,4%). Diminuiscono le esportazioni di beni strumentali (-6,1%). Dal lato dell’import, la crescita congiunturale è determinata principalmente dall’energia (+23,7%).

Nel trimestre dicembre 2021-febbraio 2022, rispetto ai tre mesi precedenti, l’export cresce del 5,0%. Nello stesso periodo, l’import segna un rialzo congiunturale del 16,5%, spiegato soprattutto dai forti aumenti degli acquisti di energia (+30,0%) e beni intermedi (+12,1%). A febbraio 2022, l’export cresce su base annua del 21,0%. L’aumento, generalizzato, è particolarmente accentuato per energia (+150,5%). L’import registra una crescita tendenziale più intensa (+69,5%), anch’essa diffusa ed eccezionalmente elevata per energia (+228,2%).

A febbraio 2022 il disavanzo commerciale con i paesi extra Ue è pari a 1.555 milioni, a fronte di un avanzo di 4.149 milioni dello stesso mese del 2021. Il deficit energetico (-7.183 milioni) è molto più ampio rispetto a un anno prima (-2.105 milioni). L’avanzo nell’interscambio di prodotti non energetici è pari a 5.628 milioni (era 6.254 milioni a febbraio 2021). A febbraio 2022 si rilevano aumenti su base annua dell’export verso tutti i principali paesi partner extra Ue27. I più ampi riguardano paesi OPEC (+38,6%), Turchia (+25,9%), Stati Uniti (+24,4%), paesi MERCOSUR (+22,9%) e Regno Unito (+22,5%). Gli acquisti dalla Russia registrano un incremento tendenziale eccezionalmente elevato (+252,2%). Molto sostenuta è anche la crescita su base annua delle importazioni da paesi OPEC (+74,0%), India (+64,1%) e Stati Uniti (+60,0%). Diminuiscono le importazioni dal Regno Unito (-2,3%).

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