Calano le vendite al dettaglio e la produzione industriale

Il calo congiunturale per le vendite al dettaglio è dello 0,5% rispetto a dicembre. La produzione industriale diminuisce del 3,4%.

L’ISTAT ha stimato un calo congiunturale per le vendite al dettaglio a gennaio 2022 dello 0,5% in valore e dello 0,7% in volume. Diminuiscono sia le vendite dei beni alimentari (-0,1% in valore e -0,7% in volume) sia quelle dei beni non alimentari (-0,8% in valore e in volume). Nel trimestre novembre 2021 – gennaio 2022, in termini congiunturali, le vendite al dettaglio sono stazionarie in valore e calano dello 0,5% in volume. Diminuiscono le vendite dei beni non alimentari (-0,6% in valore e in volume), mentre quelle dei beni alimentari aumentano in valore (+0,9%) e registrano un lieve calo in volume (-0,2%).

Su base tendenziale, a gennaio 2022 le vendite al dettaglio aumentano dell’8,4% in valore e del 7,3% in volume. A questa dinamica contribuiscono in misura prevalente le vendite dei beni non alimentari (+14,2% in valore e +14,8% in volume). Quelle dei beni alimentari, invece, registrano un aumento contenuto in valore (+2,2%) e una flessione in volume (-1,6%). Rispetto a gennaio 2021, il valore delle vendite al dettaglio cresce per la grande distribuzione (+6,1%), le imprese operanti su piccole superfici (+12,5%) e le vendite al di fuori dei negozi (+4,2%) mentre diminuisce per la componente del commercio elettronico (-2,1%).

Produzione industriale al -3,4%

A gennaio 2022 si stima che l’indice destagionalizzato della produzione industriale diminuisca del 3,4% rispetto a dicembre. Nella media del trimestre novembre – gennaio, il livello della produzione diminuisce dello 0,5% rispetto al trimestre precedente. L’indice destagionalizzato mensile segna diminuzioni congiunturali in tutti i comparti: l’energia (-5,2%), i beni di consumo (-3,6%), i beni intermedi (-3,4%) e, in misura meno rilevante, i beni strumentali (-1,6%).

Corretto per gli effetti di calendario, a gennaio 2022 l’indice complessivo diminuisce in termini tendenziali del 2,6%. Si registra un incremento tendenziale solo per l’energia (+1,1%). I restanti comparti mostrano flessioni, con un calo maggiore per i beni intermedi (-5,2%) e quelli strumentali (-3,5%). Meno marcato il calo per i beni di consumo (-1,5%).

I settori di attività economica che registrano gli incrementi tendenziali maggiori sono la produzione di prodotti farmaceutici di base e preparati farmaceutici (+10,7%), la fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati (+8,2%) e la fornitura di energia elettrica, gas, vapore e aria (+1,6%). Viceversa, le flessioni più accentuate si osservano nelle attività estrattive (-12,7%), nella fabbricazione di apparecchiature elettriche (-12,0%) e nelle altre industrie manifatturiere (-7,1%).

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