sabato, Dicembre 13, 2025

I crimini di israeliani e americani nei centri di distribuzione di Gaza

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A Gaza, nei siti di distribuzione della Gaza Humanitarian Foundation (GHF) sono in corso violenze mirate e indiscriminate da parte delle forze israeliane e dei contractor americani contro la popolazione palestinese costretta alla fame. È quanto emerge dall’analisi dei dati medici e delle testimonianze di pazienti e personale sanitario nelle cliniche di Medici Senza Frontiere ad Al-Mawasi e Al-Attar.

Tutti e 4 i centri della GHF si trovano in aree sotto pieno controllo militare israeliano e sono “protetti” da contractor americani armati. La GHF è stata presentata dai governi israeliano e statunitense come una “soluzione innovativa”, una presunta risposta alle loro affermazioni mai dimostrate che gli aiuti umanitari non arrivano alla popolazione e all’accusa infondata del fallimento dell’ONU.

In realtà, questi siti di distribuzione della GHF non sono altro che un meccanismo letale, volto a istituzionalizzare la strategia israeliana per affamare la popolazione di Gaza iniziata il 2 marzo, con l’assedio totale della Striscia come parte della loro campagna genocida. Questo sistema tenta di privare le persone della loro dignità.

Inoltre, le nostre équipe hanno curato in 7 settimane 196 pazienti rimasti feriti in seguito a scontri scoppiati tra le persone nei siti di distribuzione della GHF. Tra loro c’erano anche un bambino di 5 anni con gravi ferite alla testa e una donna morta per asfissia, probabilmente schiacciata dalla folla.

I civili sono intenzionalmente presi di mira

Da una prima analisi delle ferite da arma da fuoco riportate dai pazienti arrivati alla clinica di Al-Mawasi di Medici Senza Frontiere, è emerso che:

  • l’11% delle ferite era localizzato tra testa e collo,
  • il 19% interessava torace, addome e schiena.

Chi è arrivato, invece, dal centro di distribuzione di Khan Younis ha riportato molto più spesso ferite agli arti inferiori. La precisione anatomica e la tipologia ricorrente di queste ferite suggeriscono con forza che le persone sono prese intenzionalmente di mira all’interno e nei pressi dei centri di distribuzione, escludendo la possibilità che si tratti di colpi sparati in modo accidentale o indiscriminato.

Bambini colpiti al petto mentre cercano di procurarsi del cibo, persone schiacciate o soffocate dalla calca, intere folle brutalmente uccise da colpi d’arma da fuoco nei punti di distribuzione: nei quasi 54 anni di attività di MSF, raramente abbiamo assistito a simili livelli di violenza sistematica contro civili disarmati. I centri di distribuzione della GHF, che si presentano come un sistema di aiuti umanitari sono in realtà un laboratorio di crudeltà. Tutto questo deve finire immediatamente“. Lo ha dichiarato Monica Minardi, presidente di Medici Senza Frontiere

Alberto Pizzolante
Alberto Pizzolante
Nato in provincia di Lecce nel 1997, si è laureato in Filosofia presso l'Università Vita-Salute San Raffaele di Milano. Dirige likequotidiano.it.

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