domenica, Marzo 8, 2026

Disturbi Specifici dell’Apprendimento, una realtà sempre più presente nell’ambiente scolastico

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Nell’ambiente scolastico si parla sempre di più di Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA), una realtà ormai diffusa che riguarda molti studenti e che merita di essere conosciuta e compresa. Conoscere i DSA significa fare un passo importante verso una scuola più inclusiva e attenta ai bisogni di tutti.

In Italia, questi disturbi sono stati riconosciuti dalla legge 170 del 2010, che afferma:

La presente legge riconosce la dislessia, la disgrafia, la disortografia e la discalculia quali disturbi specifici di apprendimento, di seguito denominati «DSA», che si manifestano in presenza di capacità cognitive adeguate, in assenza di patologie neurologiche e di deficit sensoriali, ma possono costituire una limitazione importante per alcune attività della vita quotidiana.

La dislessia riguarda la difficoltà nella conversione grafema-fonema, quindi si manifesta nella lettura e nella comprensione del testo. La disgrafia è legata all’aspetto motorio della scrittura e alla corretta realizzazione grafica, ad esempio fatica a scrivere seguendo i margini del foglio o nell’impugnare correttamente la penna. La disortografia interessa l’espressione scritta, con difficoltà nella conversione dei suoni in parole, errori grammaticali e di punteggiatura. Infine, la discalculia comporta difficoltà nel calcolo, nella comprensione del concetto di numero e nel ragionamento matematico.

Si tratta di disturbi di origine neurobiologica che accompagnano la persona per tutta la vita e che possono presentarsi singolarmente o in comorbidità. Non è raro, ad esempio, che difficoltà nella lettura si associno a problematiche nella scrittura o nel calcolo.

È fondamentale riconoscere e diagnosticare in modo tempestivo un DSA. In caso contrario, ci possono essere conseguenze importanti sul benessere psicologico del bambino, favorendo insuccesso scolastico, frustrazione e senso di inadeguatezza. Generalmente la diagnosi avviene a partire dal secondo anno della scuola primaria, mentre per la discalculia può essere necessario attendere il terzo anno.

È importante sottolineare che i DSA non sono patologie e, di conseguenza, non si parla di cure. La normativa prevede, invece, la necessità di una didattica individualizzata e personalizzata, attraverso la stesura del Piano Didattico Personalizzato (PDP). Questo è un documento redatto dalla scuola in cui vengono definiti gli strumenti compensativi, come audiolibri, mappe, calcolatrice, e le misure dispensative, come l’esonero dalla lettura ad alta voce o da eccessivi compiti per casa.

Non è semplice stabilire con precisione quanti siano gli studenti con DSA in Italia. Per molti anni, una conoscenza limitata del fenomeno ha impedito di riconoscere numerosi casi. Solo in tempi più recenti si è diffusa una maggiore attenzione verso i DSA e una migliore capacità nel distinguerli e diagnosticarli.

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