Uta Frith: il modello di apprendimento della lettura

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La comprensione dei meccanismi alla base dell’apprendimento della lettura deve molto agli studi di Uta Frith, figura di riferimento nella psicologia cognitiva contemporanea. Nel corso della sua carriera, Frith si è occupata in particolare di autismo, ma ha offerto contributi fondamentali anche nello studio della dislessia, mettendo in discussione l’idea che questa fosse collegata a deficit intellettivi o a problemi di tipo sensoriale. La studiosa, nel 1985, ha elaborato un modello di apprendimento della lettura. Questo modello descrive il percorso che porta il bambino a diventare un lettore competente, sottolineando come tale processo sia graduale e articolato in quattro fasi, ognuna con caratteristiche proprie.

La prima fase è definita logografica e si colloca generalmente in età prescolare. In questo stadio il bambino è in grado di riconoscere alcune parole nel loro insieme, basandosi su elementi visivi familiari, senza però possedere una reale conoscenza delle regole ortografiche o dei rapporti tra lettere e suoni.

Segue la fase alfabetica, durante la quale il bambino acquisisce la capacità di distinguere le lettere e di associarle ai corrispondenti suoni. Questo passaggio è fondamentale, poiché consente di leggere anche parole nuove attraverso il meccanismo di conversione grafema-fonema, cioè la cosiddetta via fonologica.

La terza fase, detta ortografica, è caratterizzata dall’apprendimento delle regolarità della lingua. Il bambino non si limita più a leggere lettera per lettera, ma inizia a riconoscere unità più complesse, come le sillabe. Questo rende la lettura più veloce.

Infine, nella fase lessicale, il bambino raggiunge un livello di lettura automatizzato. Le parole vengono riconosciute in modo diretto, senza la necessità di scomporle nei singoli suoni. In questa fase si sviluppa un vero e proprio lessico mentale che permette una lettura fluida. Tuttavia, le strategie acquisite nelle fasi precedenti restano disponibili e si utilizzano quando si incontrano parole nuove o difficili.

L’apprendimento della lettura si configura quindi come un percorso progressivo, fatto di tappe che si costruiscono una sull’altra. Con il tempo e l’esercizio, il bambino arriva a utilizzare due modalità principali: la via fonologica e la via lessicale. Questo modello, noto come modello a due vie, elaborato da Coltheart, aiuta anche a comprendere come eventuali difficoltà in uno di questi processi possano tradursi in disturbi specifici dell’apprendimento, come la dislessia.

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