Dopo 7 mesi di tensioni e polemiche, cala il sipario sulla collaborazione tra il Teatro “La Fenice” e il Maestro d’Orchestra Beatrice Venezi.
Il 22 settembre 2025, Beatrice Venezi è stata nominata direttrice musicale del Teatro veneziano, nomina che da subito ha suscitato forti contestazioni. Quasi tutta l’Orchestra e le rappresentanze sindacali hanno espresso perplessità per la scelta perchè il curricolo non è pienamente adeguato a una nomina così importante. Inizialmente, i professionisti dell’Orchestra, hanno firmato una lettera segnalando la limitata esperienza nel repertorio operistico e sinfonico, oltre alla limitata presenza nei teatri internazionali. Per non parlare della vicinanza politica della Venezia, che ha ulteriormente alimentato attriti. Da subito, alcuni musicisti hanno richiesto la revoca dell’incarico, perché ritenuta la procedura di selezione poco trasparente.
La tensione è esplosa definitivamente qualche giorno fa a causa di alcune dichiarazioni rilasciate da Maestro. In un’intervista al quotidiano argentino La Nación, Venezi ha sostenuto che nell’Orchestra de La Fenice “i posti si tramandano praticamente di padre in figlio“. Oltre alle accuse di nepotismo, ha definito il teatro come “anarchico” e “in mano ai sindacati”. Ma non solo, ha accusato il pubblico veneziano di essere composto per la maggior parte da abbonati anziani che ostacolano il cambiamento e rinnovamento.
Le sue parole, ovviamente, hanno provocato una reazione immediata e dura. Il Sovraintendente e Direttore artistico del Teatro, Nicola Colabianchi, ha preso le distanze difendendo l’Orchestra e considerando le affermazioni offensive alla dignità e al rispetto dei professionisti. La RSU del Teatro ha voluto ribadire che l’accesso in orchestra avviene tramite concorsi pubblici internazionali basati sul merito, dichiarando anche le accuse come false e offensive.
A questo punto la rottura è stata inevitabile. Il 25 aprile la “Fondazione Teatro La Fenice” ha annunciato tramite un comunicato stampa l’annullamento di tutte le collaborazioni future con il M° Beatrice Venezi.
Nel comunicato possiamo leggere: “La RSU del Gran Teatro La Fenice, a nome di tutte l sue lavoratrici e i suoi lavoratori, esprime profonda costernazione e amarezza per le dichiarazioni rilasciate da Beatrice Venezi […] Si tratta di affermazioni gravi, false e offensive, che ledono la professionalità, il merito e la dignità delle Professoresse e dei Professori d’Orchestra della Fenice, professionisti di altissimo livello selezionati esclusivamente attraverso concorsi pubblici internazionali basati sul talento e sul rigore procedurale. Offendere i lavoratori e il pubblico del Teatro non è solo un atto di scortesia istituzionale,ma un attacco diretto all’identità stessa della nostra Fondazione. Riteniamo che simili dichiarazioni siano incompatibili […]. È necessario che la Maestra e la Direzione prendano atto che non sussistono più i presupposti per un rapporto di collaborazione disteso e fecondo.”
Non sono mancate le reazioni al licenziamento, anche all’estero. In Italia, c’è chi si è spinto un po’ oltre affermando che La Fenice “ora è libera”, considerando la data del licenziamento. A Venezia, in Campo S. Fantin, oltre 150 persone (tra orchestrali e pubblico) hanno applaudito e condiviso la decisione, rendendo l’evento come una celebrazione. I sindacati hanno affermato che si è trattato di un atto doveroso e di una vittoria della coesione dei lavoratori.
Si chiude, finalmente, questa vicenda controversa della cultura musicale italiana. Un incarico iniziato già con polemiche e terminato (per una bruttissima uscita) prima ancora che cominciasse davvero.
“Senza il rispetto per chi il Teatro lo vive e lo onora ogni giorno con il proprio lavoro, viene meno la base stesa di ogni produzione artistica d’eccellenza.”
