mercoledì, Aprile 17, 2024

Esame del prof. Burioni, una studentessa alla ricerca di consigli legali

Il racconto e le preoccupazione di una studentessa critica nei confronti di un pre-esame tenuto dal professor Roberto Burioni.

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È diventato virale il racconto di una studentessa della facoltà di Medicina e chirurgia dell’Università Vita-salute San Raffaele nel quale si criticava il pre-test dell’esame di Microbiologia e Microbiologia critica tenuto dal professor Roberto Burioni. La prova preliminare, composta da otto domande a scelta multipla da affrontare in 15 minuti, è stata svolta da 408 candidati. Solo 10 (il 2,45% del totale) hanno risposto correttamente a tutte le domande, condizione posta dal docente come necessaria per prendere parte all’esame finale.

In un video pubblicato su TikTok, la studentessa sosteneva: «Non credo che sia normale che un esame lo possano passare così poche persone, anche perché è un esame che tutti hanno studiato con così tanta foga. Ovviamente non è che tutti quanti gli esami di medicina sono così, però è importante parlarne perché non credo che sia giusto. Vi assicuro che non hanno passato l’esame persone che sono stra-studiose e stra-dedicate, che prendono sempre 30 o 30 e lode, che passano tutti gli esami: quindi non credo che non abbiamo studiato».

Il chiarimento di Burioni

Il professor Burioni, ieri, ha inviato una comunicazione agli studenti: «Carissimi, ho inserito nel sito le domande della preselezione, aggiungo qui alcuni dati. Questa mattina hanno sostenuto l’esame 408 studenti. Di questi 10 hanno risposto correttamente a tutte le domande. 50 hanno risposto correttamente a 7 domande, 67 hanno risposto correttamente a 6 domande, 54 hanno risposto correttamente a 5 domande, 72 hanno risposto correttamente a 4 domande, 59 hanno risposto correttamente a 3 domande, 50 hanno risposto correttamente a 2 domande; 37 hanno risposto correttamente a 1 domanda; 9 hanno risposto in maniera errata a tutte le domande».

«La percentuale di risposte esatte alle singole domande (nell’ordine in cui le trovate nel sito) è stata Domanda 1: 83% Domanda 2: 38% Domanda 3: 37% Domanda 4: 56% Domanda 5: 60% Domanda 6: 39% Domanda 7: 56% Domanda 8: 49% Faccio notare che il 17% dei partecipanti a questo appello ignorava l’agente eziologico della scarlattina e che il 44% non ha saputo indicare come fare una diagnosi di influenza».

La ricerca di consigli legali e il codice etico

La studentessa, dopo aver rimosso il video originale, ne ha pubblicato un secondo nel quale chiedeva chiarimenti sul Codice etico dell’Ateneo e aiuto nella ricerca di un legale che potesse consigliarla. Non è chiaro il motivo di tale esigenza.

Il Codice etico dell’Università recita: «I componenti della comunità universitaria utilizzano tutti i mezzi di comunicazione in modo corretto e nel rispetto dell’Ateneo e della riservatezza delle persone, evitando di diffondere informazioni, testi o immagini che possano nuocere al nome e al prestigio di UniSR. UniSR richiede a tutti i componenti della comunità di mantenere un comportamento rispettoso delle libertà costituzionali, del prestigio e dell’immagine dell’Ateneo, anche nell’utilizzo dei “social media”».

«[…] Non sarà tollerata qualsiasi forma di pubblicazione e/o comunicazione riguardante UniSR effettuata dai Destinatari, attraverso social network o applicazioni di messaggistica istantanea a questi assimilabili, che possa ledere l’immagine o il prestigio della stessa, ovvero che possa essere ritenuta potenzialmente lesiva anche in assenza di un esplicito riferimento a UniSR».

«Allo stesso modo non sarà tollerata qualsiasi pubblicazione e/o comunicazione, attraverso i canali sopra citati, che riguardi comportamenti e/o abitudini in essere presso UniSR che possano essere interpretate come lesive dell’immagine di tutte le figure professionali che svolgono, a qualunque titolo, la loro attività presso la stessa (sia come lavoratori dipendenti, che come liberi professionisti o consulenti esterni)».

Il silenzio della Rappresentanza studentesca

La tutela dell’immagine dell’università è centrale nel codice etico. Naturalmente, tale tutela non può ledere quanto sancito dall’articolo 21 della Costituzione della Repubblica italiana, secondo il quale «Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure».

L’eventuale violazione del Codice etico sembra destare molta preoccupazione tra gli studenti dell’Ateneo. Nel pomeriggio di ieri, alcuni rappresentanti degli studenti hanno inviato nelle chat di classe un messaggio: «Ragazzi state attenti a quello che scrivete sotto i post/video su questa vicenda. Per favore. Molti non sanno che esiste il codice etico. Poi possiamo fare tutti i discorsi che vogliamo su cosa sia giusto o non giusto scrivere, cosa sia legalmente o non legalmente valido. Ma fate le vostre scelte consapevoli di questa cosa».

Oltre all’invito alla prudenza inviato dai rappresentanti degli studenti, essi non hanno rilasciato alcun commento sulla vicenda. Sul profilo Instagram di Astra, associazione studentesca di cui fanno parte tutti i rappresentanti della Facoltà di Medicina e chirurgia (eletti con una lista denominata Valentia), nella serata di ieri è stato pubblicato il seguente messaggio: «Il gruppo studentesco è focalizzato, come sempre esclusivamente sulla tutela degli studenti e della loro formazione, dedicando tutte le energie ad un dialogo costruttivo con la governance e negli organi preposti, rendendo superflue le speculazioni».

Alcuni rappresentanti hanno poi sentito il bisogno di stigmatizzare quanto pubblicato dalla stampa: «La formazione medica è un argomento serio, non da parole inutili di chi non ne capisce nulla», ha scritto un rappresentante in Consiglio di facoltà; «I giornalai desistano. Non siamo come credete e non lo saremo mai», ha aggiunto un rappresentante nel Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari. Non è chiaro da cosa dovrebbero desistere i giornali: Dalla pubblicazione dei fatti? Dalla ricerca della verità? Non vi è stata e non vi è alcuna speculazione giornalistica e, proprio per evitare future speculazioni, sarebbe opportuno che la Rappresentanza studentesca si esprimesse su quanto accaduto, chiarendo gli ambiti di applicazione del Codice etico, rassicurando e tutelando i diritti degli studenti: unico e solo compito di chi è chiamato a ricoprire tale ruolo.

redazione@likequotidiano.it

Alberto Pizzolante
Alberto Pizzolante
Nato in provincia di Lecce nel 1997, si è laureato in Filosofia presso l'Università Vita-Salute San Raffaele di Milano. Dirige likequotidiano.it.

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