Il Family Act è diventato legge. Cosa prevede

Dopo l’approvazione della Camera del 28 novembre scorso, oggi il Senato ha approvato definitivamente il Family Act. I voti favorevoli sono stati 193, 10 i contrari e 15 gli astenuti. In particolare, il gruppo di Fratelli d’Italia si è astenuto mentre il senatore di Alternativa, Mattia Crucioli, ha annunciato il voto contrario. Il Family Act è un pacchetto di misure pensate per le famiglie con figli che hanno lo scopo di “promuovere la genitorialità e la funzione sociale ed educativa delle famiglie, contrastare la denatalità, valorizzare la crescita dei bambini, promuovere l’autonomia dei giovani e favorire la conciliazione della vita familiare con il lavoro, in particolare quello femminile”.

Le misure del Family Act

Il Family Act prevede una revisione dei congedi parentali di paternità e di maternità fino al compimento del quattordicesimo anno di età del figlio. Saranno introdotte detrazioni fiscali per le spese legate all’istruzione universitaria e per la locazione dell’immobile adibito ad abitazione principale. Per le giovani coppie, si introducono degli incentivi per l’acquisto della prima casa. In quest’ultimo caso, il provvedimento si rivolge alle famiglie composte da soggetti aventi entrambi età non superiore a 35 anni. L’assegno unico e universale, già in vigore, sostituisce le detrazioni Irpef sui figli a carico. Può essere richiesto dai nuclei familiari di cittadini italiani o con permessi di soggiorno con a carico un figlio entro i 21 anni d’età.

Diversi i bonus e gli assegni: quelli per i figli minori e per le famiglie numerose, il bonus bebè, il premio alla nascita e il fondo natalità per le garanzie sui prestiti. Si istituiscono premi per i datori di lavoro che realizzino politiche atte a promuovere una piena armonizzazione tra vita privata e lavoro. Tra queste vi è il lavoro flessibile. Una quota della dotazione del Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese verrà riservata all’avvio delle nuove imprese femminili e al sostegno della loro attività per i primi due anni. Premi per chi incentiva il lavoro femminile nelle regioni del Mezzogiorno.

Le dichiarazioni della ministra Elena Bonetti

Vogliamo rimuovere e risolvere quelle fragilità che sono state ostacolo allo sviluppo del Paese“, ha dichiarato la ministra per le Pari opportunità, Elena Bonetti.

Penso al lavoro femminile, alla mancanza di prospettiva per i giovani, al tema della denatalità. Sono risposte che dobbiamo alle attese delle bambine e dei bambini, delle donne e degli uomini che meritano di vivere in un Paese in cui la loro libertà, le loro aspettative, le loro ambizioni possano trasformarsi in progetti di vita concreti che davvero concorrano al progresso dell’intera società. La riforma investe nel lavoro femminile, perché la maternità non deve essere più un costo, né personale, né per le imprese e per restituire alle donne quella libertà e quella dignità che il presidente Mattarella ci ha richiamato essere la dignità di non dover essere costrette a scegliere tra lavoro e maternità. È una riforma che investe nell’autonomia e nel protagonismo dei giovani, che significa formazione, lavoro, casa“.

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