Il nuovo imperatore

Il XX Congresso del Partito comunista cinese si è concluso con l’elezione di Xi Jinping ad un inedito terzo mandato come Segretario generale, presidente della Repubblica popolare e capo delle Forze armate cinesi. La norma sette su, otto giù, che prevede l’affidamento di cariche politiche a persone con un’età massima di 67 anni, non è stata applicata al 69enne Xi.

I 205 membri del Comitato centrale hanno approvato una risoluzione che impone ai 96 milioni di iscritti al PCC di «difendere il ruolo centrale del compagno Xi Jinping». All’interno della Costituzione sono stati inseriti due fondamentali concetti: i «Due stabiliti» e le «Due salvaguardie». Ciò che è stato stabilito da Xi è il cuore del Partito; la forza del Segretario generale è il nucleo centrale a salvaguardia il Partito, che a sua volta salvaguarda la Cina. Il Partito comunista cinese è l’unico legittimato a governare la Repubblica popolare.

Nella risoluzione approvata dal Congresso, si legge che «i nuovi sviluppi del Pensiero di Xi Jinping sul Socialismo con caratteristiche cinesi devono essere incorporati nella Costituzione del Partito, in modo da riflettere meglio i principali contributi apportati dal Comitato Centrale, con il compagno Xi Jinping al suo centro, per far avanzare le innovazioni teoriche, pratiche e istituzionali del Partito». Xi Jinping da oggi è il nuovo imperatore cinese, una sorta di divinità che tutto muove e da nulla è mosso.

«Attuare pienamente il pensiero di Xi Jinping»

Il Global Times, organo di informazione in lingua inglese del Partito comunista cinese, sottolinea come il Congresso abbia chiesto a tutti i membri del Partito di

  • sostenere più coscienziosamente la posizione centrale del compagno Xi Jinping nel Comitato centrale del Partito e nel Partito nel suo complesso;
  • sostenere l’autorità del Comitato centrale e la sua leadership centralizzata e unificata;
  • attuare pienamente il Pensiero di Xi Jinping sul socialismo con caratteristiche cinesi;
  • seguire da vicino il Comitato centrale del Partito nella posizione politica e nell’azione.

l Partito comunista cinese non ha solo lo sguardo rivolto al destino della Cina, ma guarda anche «all’intera umanità». La risoluzione approvata fissa come obiettivo «la costruzione di un mondo aperto, inclusivo, pulito e bello che goda di una pace duratura, di una sicurezza universale e di una prosperità comune». Il PCC si impegna a «tenere cari i valori condivisi dall’umanità di pace, sviluppo, equità, giustizia, democrazia e libertà».

La critica all’Occidente

Il Global Times sottolinea come il concetto di «valori condivisi dall’umanità» presentato dal Partito comunista cinese sia molto diverso dai «valori universali» promossi dall’Occidente. Secondo i comunisti cinesi, «sulla base della distruzione e al caos nel mondo non occidentale causati dalle grandi potenze occidentali, questi cosiddetti “valori universali” servono in realtà come pretesto per l’egemonia, la prepotenza, l’ingerenza e l’invasione di altre nazioni. I “valori occidentali” stanno dividendo il mondo. L’Occidente, in particolare gli USA, usa questi concetti per creare “nemici” e per unire i propri alleati». Al contrario, «il concetto di “valori condivisi dall’umanità” del PCC è inclusivo. Esso mira a unire tutti i membri della comunità internazionale e tutte le civiltà, compresa quella occidentale. La Cina, sotto la guida del PCC, si opporrà sempre e combatterà l’egemonia che minaccia la pace nel mondo. Non seguirà mai l’esempio dell’imperialismo del passato, sanguinoso e brutale».

La riunificazione con Taiwan

Resta centrale la questione Taiwan«Risolvere la questione di Taiwan è un affare del popolo cinese», ha affermato Xi Jinping, che ha aggiunto: «Insistiamo sulla prospettiva di una riunificazione pacifica con la massima sincerità e i nostri migliori sforzi. Tuttavia, non prometteremo mai di rinunciare all’uso della forza e ci riserveremo di prendere tutte le misure necessarie. La riunificazione completa della nostra madrepatria deve essere realizzata e sarà sicuramente realizzata. Le ruote storiche della riunificazione stanno andando avanti».

Alberto Pizzolante
Alberto Pizzolante
Nato in provincia di Lecce nel 1997, si è laureato in Filosofia presso l'Università Vita-Salute San Raffaele di Milano. Dirige likequotidiano.it.

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