In Italia 5,5 milioni di individui vivono in povertà assoluta

Il tasso di povertà assoluta è al 12,1% al Sud, al 7,3% al Centro e al 8,2% al Nord. Il 14,2% dei minori vive in povertà assoluta.

Nel 2021, il reddito disponibile delle famiglie e il potere d’acquisto hanno segnato una ripresa, pur restando al di sotto dei livelli precedenti la crisi. Lo ha comunicato l’Istat nel rapporto sul Benessere equo e sostenibile (Bes). Lo scorso anno la povertà assoluta è stata stabile e ha riguardato più di 5 milioni 500mila individui (9,4%). Il Nord recupera parzialmente il forte incremento nella povertà assoluta osservato nel primo anno di pandemia, anche se non torna ai livelli osservati nel 2019 (la percentuale di individui in povertà è dell’8,2%). Nel Mezzogiorno, invece, le persone povere sono in crescita di quasi 196mila unità. Il tasso di povertà assoluta al Sud è del 12,1%. Infine, il Centro presenta il valore più basso, passando comunque dal 6,6% nel 2020 al 7,3% nel 2021.

Il totale dei minori in povertà assoluta nel 2021 è pari a 1 milione e 384mila, cioè il 14,2%. Il tasso è in aumento di quasi tre punti percentuali rispetto al 2019. Il perdurare dell’emergenza sanitaria ha determinato, nel 2021, un ulteriore incremento della quota di famiglie che dichiarano di aver visto peggiorare la propria situazione economica rispetto all’anno precedente: dal 29,0% del 2020 si arriva al 30,6% nel 2021.

La percentuale di coloro che vivono in famiglie in cui gli individui hanno lavorato per meno del 20% del proprio potenziale è stata dell’11%, in crescita rispetto al 10% del 2019. Inoltre, una quota pari al 9% di persone ha dichiarato di arrivare a fine mese con grande difficoltà (in aumento rispetto al 2019 quando era pari all’8,2%). Anche gli individui che vivono in famiglie con una situazione di grave deprivazione abitativa crescono dal 2019 al 2020, passando dal 5,0% al 6,1%. Risulta invece stabile il rischio di povertà (20,0% degli individui da 20,1% nel 2019).

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