Ius Scholae: oggi la discussione alla Camera

A pomeriggio inizierà la discussione del testo sullo Ius Scholae alla Camera. Per la Lega il provvedimento apre le porte alla Sharia.

La Commissione Affari costituzionali della Camera ha approvato la proposta di legge sulla cittadinanza sulla base dello Ius scholae. La Lega e Fratelli d’Italia hanno votato contro il testo. Per Forza Italia, Annagrazia Calabria ha votato contro e Renata Polverini ha votato a favore. Oggi inizierà la discussione generale del testo alla Camera dei Deputati. Il testo consente a quasi un milione di under 18 (nati in Italia o arrivati entro i 12 anni) la possibilità di chiedere la cittadinanza italiana dopo aver frequentato almeno 5 anni di scuola.

Le reazioni del centrodestra

«La cittadinanza non è un biglietto a premi. Si decide a 18 anni», ha dichiarato il segretario della Lega, Matteo Salvini. Per i deputati di Fratelli d’Italia Emanuele Prisco e Augusta Montaruli, «nel testo unico Pd-M5S la manifestazione di volontà è dei genitori stranieri e non dei ragazzi. Il minore non è neppure ascoltato o considerato ma diventa uno strumento per un lasciapassare alla cittadinanza facile. È uno Ius soli neanche troppo mascherato e l’iniziativa ideologica sullo statuto del comune di Bologna ne è la conferma». Il riferimento è al consiglio comunale di Bologna che ha modificato il suo Statuto introducendo il riconoscimento della cittadinanza onoraria per i minori stranieri.

I deputati della Lega in commissione Affari costituzionali Igor Iezzi, Simona Bordonali, Flavio Di Muro, Ketty Fogliani, Cristian Invernizzi, Laura Ravetto, Alberto Stefani, Gianni Tonelli ed Edoardo Ziello temono che il provvedimento possa aprire le porte alla Sharia. Non sono chiare le modalità con cui la legge islamica diverrebbe valida nella Repubblica Italiana. Queste le loro parole: «Prove tecniche di sharia in Italia. Con un emendamento a dir poco folle del Pd al cosiddetto “Ius scholae”, si vorrebbe consentire a un solo genitore straniero, residente nel nostro Paese, la possibilità di chiedere e ottenere la cittadinanza italiana per il proprio figlio indipendentemente dalla volontà del coniuge e del diretto interessato. Roba da matti».

Le reazioni del centrosinistra

Per il Presidente di Più Europa, Riccardo Magi, quello di ieri «è un passo importante e positivo: tra le tante leggi inadeguate e fuori dal tempo che è urgente cambiare c’è sicuramente questa». «Siamo riusciti, nonostante le difficoltà e l’ostruzionismo di Lega e FdI, a fare un importante passo avanti. La strada è ancora lunga, ma la direzione è quella giusta», ha detto il deputato democratico Matteo Mauri, responsabile Pd per le politiche sulla cittadinanza.

«Finalmente si va in aula, davanti a tutti gli italiani, per iniziare a saldare un debito con migliaia di ragazzi che si sentono italiani, ma che non sono riconosciuti come tali dallo Stato. Lo ‘ius scholae’ è una risposta pragmatica e semplice a una richiesta di cambiamento diffusa. Non toglie nulla a nessuno, ma aggiunge e crea le condizioni per una società più inclusiva e giusta». Così Giuseppe Brescia (M5S), presidente della commissione Affari Costituzionali della Camera e relatore del provvedimento.

Alberto Pizzolante
Alberto Pizzolante
Nato in provincia di Lecce nel 1997, si è laureato in Filosofia presso l'Università Vita-Salute San Raffaele di Milano. Dirige likequotidiano.it.

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