Occupazione al 59,1% nel quarto trimestre 2021

Il tasso di occupazione cresce dell'1,9% rispetto al quarto trimestre 2020. Disoccupazione al -0,7%, tasso di inattività al -1,6%.

L’ISTAT ha pubblicato il rapporto sul mercato del lavoro nel quarto trimestre 2022. L’occupazione è stata del 59,1%. Nel periodo di riferimento l’input di lavoro, misurato dalle ore lavorate, è aumentato dello 0,2% rispetto al trimestre precedente e del 6,2% rispetto al quarto trimestre 2020. Si tratta di un andamento coerente a quello dell’attività economica misurata dal Pil. Esso è aumentato dello 0,6% in termini congiunturali e del 6,2% in termini tendenziali.

Nel quarto trimestre 2021 si registrano 80 mila occupati in più (+0,4%) rispetto al trimestre precedente. Crescono i dipendenti a termine (+80 mila, +2,7%) e, meno intensamente, gli indipendenti (+11 mila, 0,2%). Sono in lieve calo i dipendenti a tempo indeterminato (-11 mila, -0,1% in tre mesi). Al leggero aumento del numero di disoccupati si associa la riduzione degli inattivi di 15-64 anni (-233 mila, -1,8%). Rispetto al terzo trimestre 2021, il tasso di occupazione 15-64 anni aumenta di 0,5 punti, raggiungendo il 59,1%. Stabile il tasso di disoccupazione. Diminuisce quello di inattività 15-64 anni.

In termini tendenziali, l’aumento dell’occupazione (+571 mila unità, +2,6% in un anno) coinvolge i dipendenti a tempo indeterminato (+188 mila, +1,3%) e, soprattutto, quelli a termine (+384 mila, +14,3%). Il numero di indipendenti resta stabile, dopo nove trimestri di calo ininterrotto. Aumentano sia gli occupati a tempo pieno, sia quelli a tempo parziale (+2,1% e +4,7%, rispettivamente). In diminuzione il numero di disoccupati (-130 mila in un anno, -5,4%) e quello degli inattivi tra i 15 e i 64 anni (-728 mila, -5,4% in un anno). L’aumento tendenziale dell’occupazione si riflette sul tasso di occupazione. Esso cresce di 1,9 punti rispetto al quarto trimestre 2020. Diminuiscono i tassi di disoccupazione e di inattività (-0,7 e -1,6 punti, rispettivamente).

Diminuisce il ricorso alla cassa integrazione

Dal lato delle imprese, nel quarto trimestre 2021 prosegue la crescita congiunturale delle posizioni lavorative dipendenti, pari a 0,5%. Si registra un lieve rallentamento rispetto al trimestre precedente, che deriva sia dalla componente a tempo pieno – in aumento dello 0,7% – sia, in misura maggiore, dalla componente a tempo parziale, in aumento dello 0,2%. Anche su base annua prosegue il sostenuto ritmo di crescita delle posizioni dipendenti. Essa si attesta a 4,9% (+5,5% a tempo pieno e +3,3% a tempo parziale). Le ore lavorate per dipendente crescono dell’1,7% rispetto al trimestre precedente e del 5,1% su base tendenziale.

Prosegue la riduzione del ricorso alla cassa integrazione che si attesta a 28,5 ore ogni mille ore lavorate. Il tasso dei posti vacanti aumenta di 0,1 punti percentuali su base congiunturale e di 0,9 su base annua. Il costo del lavoro per unità di lavoro diminuisce in termini congiunturali, dello 0,4%, per effetto della riduzione delle retribuzioni (-0,3%) e, in misura maggiore, degli oneri sociali (-0,9%). Su base annua, invece, il costo del lavoro aumenta dello 0,5%, a seguito della lieve crescita della componente retributiva (+0,2%) e, soprattutto, degli oneri sociali (+1,4%). L’aumento di questi ultimi è dovuto al riassorbimento delle decontribuzioni, messe in atto a partire dalla fine del 2020 per sostenere l’occupazione nelle imprese, fortemente compromessa dall’emergenza sanitaria.

Dal lato dell’offerta di lavoro, al forte calo tendenziale dell’occupazione nel primo trimestre, segue la forte crescita nel secondo trimestre. Essa è diventata ancora più marcata nel terzo e nel quarto trimestre 2021. In media annua, la crescita dell’occupazione si attesta a +169 mila unità (+0,8%) e si associa al lieve aumento della disoccupazione e al forte calo del numero di inattivi di 15-64 anni. Questa dinamica è confermata dall’andamento dell’input di lavoro nelle imprese. Crescono le posizioni dipendenti, del 3,2%, così come cresce il monte ore lavorate, del 12,0%. Diminuisce il ricorso alla Cig di -85,3 ore ogni mille lavorate.

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