Le pagelle di Sanremo (parte seconda)

Nella seconda serata del festival di Sanremo molte sono state le rivelazioni, così come le conferme, emozioni, sorrisi e commozione.

Debutto col botto per la prima serata del Festival di Sanremo, premiata da ascolti che non si vedevano da anni. E la seconda serata di Sanremo ci concede il bis. Così la gara è andata avanti con l’esibizione degli altri tredici artisti. Molte le rivelazioni, così come le conferme, emozioni, sorrisi e commozione. E noi sempre qui, sul nostro divano al calduccio ce la siamo goduta tutta. Signore e signori, the show must go on!

Sangiovanni – Farfalle: Immagino (le vedo in realtà) migliaia di ragazzine in visibilio. Sangiovanni farà felice: una stuoia di fan impazzite. E non solo. Orecchiabile. La sua è una canzone leggera come le sue farfalle. Niente di più. Voto: 7 –

Lorena Cesarini: Piccola lei. In tutti i sensi. E stasera non ha colore. La lezione agli imbecilli (forse) ci piace. Oltre le lacrime e l’amozione si può dare di più. Voto: 6 –

Giovanni Truppi – Tuo padre, mia madre, Lucia: Per pochi. Una dolce ballata romantica. Non sarà forse una hit radiofonica ma il cantautore napoletano si mostra sul palco per quello che è. Senza filtri. E senza giacca. 7-

Le Vibrazioni – Tantissimo: Ho sempre adorato la loro energia ma questo pezzo è proprio un bho. Adorabile l’omaggio a Stefano D’Orazio. Ma soprattutto uscite Peppe Vessicchio! Voto 6 ½

Checco Zalone: Ode a Luca. Al suo sottile sarcasmo. Lui è tutto fuorché politically correct e chi se ne frega se per molti volgare. A noi piace così. Altro che radical chic! Voto: 10

Laura Pausini: Date un microfono in mano a Laura e compirà miracoli. Lei è Diva, a volte inconsapevolmente Divina. Adoroh! Voto 9

Emma – Ogni volta è così: Un cambio di rotta gradito. Una Emma addolcita e sensuale. Fa suo il palco. Ad ogni modo il suo pezzo senza lode e senza infamia. Voto 7 ½

Matteo Romano – Virale: Non cambia l’idea che i giovani siano sovrastati da questo palco. È un brano che calza a pennello con la sua immagine. Voto 6

Iva Zanicchi – Voglio amarti: L’aquila di Ligonchio vola alto e tira fuori la sua voce. E non ce n’è per nessuna! Prima standing ovation dell’Ariston. Voto: 100 (cit.)

Ditonellapiaga e Rettore – Chimica: Dammi una lame… a no! Però dai ritmo, energia, follia. Portano sul palco il bianco e il nero, e il sound leggero di una canzone che nonostante tutto resta nelle orecchie. Voto: 8

Elisa – O forse sei tu: È la serata dei grandi ritorni, e il suo forse era il più sospirato. Avvolta nel suo abito bianco, come una dea ammalia con la sua voce. Un brano etereo, carismatico e pronto a salire gli scalini più alti del podio. Chapeau! Voto 9 –

Fabrizio Moro – Sei tu: Il suo è come un abbraccio fatto di note e di parole. Le canta e le trasmette e loro arrivano al cuore. Ha scritto un’altra piccola perla. Bravo Fabrizio. Voto 8

Tananai – Sesso occasionale: Tiene bene il palco e non si lascia intimidire. La penna di Antonacci jr (autore delle hit del momento) c’è ma non fa miracoli. Peccato. Voto 7 –

Irama – Ovunque sarai: È un Irama più maturo, che si lascia trasportare dall’emozione e dal sentimento. Un brano che valorizza molto la sua voce. Si riprende (finalmente) quel palco. Lo fa con garbo. Voto: 8+

Aka7even– Perfetta così: Il giovane ex allievo di Amici fa il suo compito. Porta a casa la canzone. Punto. Voto 6

Highsnob e Hu – Abbi cura di te: Dai dite la verità quanti di voi si sono chiesti chi è l’uno e chi è l’altro. La loro canzone ci fa sentire forse un po’ soli e tristi, ma va bene così. La variante Sanremo. Voto 6+

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