martedì, Febbraio 27, 2024

Sanremo 2024: il racconto della 1^ serata tra poche sorprese e alcune delusioni

La prima serata del Festival di Sanremo ha avuto un ritmo molto veloce. È stata comunque una maratona, visto il numero dei cantanti in gara.

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La prima serata del Festival di Sanremo se n’è andata. È filato tutto liscio e ad un ritmo molto veloce. È stata comunque una maratona, visto il numero dei cantanti in gara.

Amadeus si riconferma leader indiscusso nell’organizzazione e nella conduzione del Festival della canzone italiana di Sanremo. Impeccabile, elegante, ironico e con quel fare da presentatore “old school” che dona eleganza alla rassegna. A fargli da spalla uno strepitoso Marco Mengoni il quale, dopo un filo di giustificata emozione iniziale, ha saputo prendersi il palco. Non solo quando ha eseguito un medley dei suoi successi, ma anche durante la conduzione, passando subito da co-conduttore a coprotagonista della serata.

Nei prossimi giorni analizzeremo meglio i singoli cantanti in gara, ma per ora facciamo una summa generale. Le sorprese sono state poche, un po’ di più le delusioni. I cantanti su cui avevo puntato nelle scorse settimane si sono piacevolmente confermati e una di loro è riuscita ad arrivare nella top 5 della classifica parziale. I tre dai quali mi aspettavo qualcosa erano i La Sad, Angelina Mango (che si piazza al secondo posto) e Big Mama. Tutti e tre hanno saputo creare una canzone da Festival di Sanremo senza snaturarsi, portando anche testi carichi di significato (La Sad e Big Mama).

La Sad ha portato sul palco anche l’associazione Telefono amico che ha una linea telefonica anti-suicidio (argomento della canzone Autodistruttivo). Angelina Mango dà la scossa con un bel pezzo latineggiante ma con buon gusto (vi dice niente un tale Durdust tra i compositori?) e con una gran bella voce. Big Mama è quella che forse si è dovuta adattare di più al palco dell’Ariston, uscendo dal suo rap molto concitato e dalle barre molto “old school”. Tuttavia ha saputo, nella strofa, mantenere il suo ottimo rap e nel ritornello mi ha piacevolmente colpito la sua potenza vocale non indifferente.

Passiamo ora alle delusioni, ovvero a coloro dai quali ci si aspettava un po’ di più. Inizio coi Negramaro, un gruppo che ho sempre apprezzato e ancor più ho apprezzato la voce di Giuliano Sangiorgi. Ieri sera devo però ammettere che non mi sono piaciuti particolarmente sia dal punto di vista canoro che del vero e proprio brano. Mi aspettavo di più anche da Mannoia. Sia chiaro che il pezzo mi piace, ma forse ha ricalcato (per non dire scopiazzato) un po’ troppo Manu Chao. Però ora possiamo dire di avere la versione italiana di Me llaman calle. Da Renga Nek non mi aspettavo nulla se non la solita canzone di Renga o la solita canzone di Nek (le due cose si equivalgono), però non mi abituerò mai all’idea che Renga era il cantante dei Timoria, a mio avviso, uno dei migliori gruppi che abbiamo avuto in Italia.

Menzioni speciali per Dargen d’Amico e Loredana Bertè. Il primo dedica la canzone ai bambini vittime delle bombe, scandendo anche un “Cessate il fuoco” che, secondo me, arrivava dal profondo del cuore. Per quanto riguarda la Berté: beh che dire, è su un’altro pianeta. Una ragazzina dall’anima rock che sa ancora stupire. Nonostante sia su un altro livello rispetto agli altri si guadagna la prima posizione (solitamente succede che chi è oltre finisce come minimo a metà classifica).

Ecco ora la top 5 della classifica della prima serata. Il voto della sala stampa premia miracolosamente la Berté e Angelina Mango, ma ovviamente lo zampino del dio mercato porta nella top 5 canzoni insulse come quella di Annalisa (Sinceramente) e di Mahmood (Tuta Gold) scritte così male e così banalmente da essere le principali candidate alla vittoria.

1- Loredana Berté – Pazza
2- Angelina Mango – La noia
3- Annalisa – Sinceramente
4- Diodato – Ti Muovi
5- Mahmood – Tuta Gold

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