Perquisizioni della DIA ai giornalisti di Report

La perquisizione è stata compiuta dagli agenti della DIA in seguito all'inchiesta sulla strage di Capaci, trasmessa ieri da Report.

Gli agenti dalla Direzione investigativa antimafia di Caltanissetta, su mandato della Procura, hanno eseguito una perquisizione nell’abitazione dell’inviato di Report, Paolo Mondani. Gli uomini della DIA hanno effettuato delle perquisizioni anche nella redazione di Report.
«Il motivo – ha comunicato il conduttore e giornalista di Report, Sigfrido Ranucci sarebbe quello di sequestrare atti riguardanti l’inchiesta trasmessa ieri sera sulla strage di Capaci. Nell’inchiesta si evidenziava la presenza di Stefano delle Chiaie, leader di Avanguardia nazionale, sul luogo dell’attentato di Capaci. Gli investigatori cercano atti e testimonianze anche su telefonini e pc».

«Da parte nostra c’è massima collaborazione», ha specificato Sigfrido Ranucci. «Siamo contenti se abbiamo dato un contributo alla magistratura per esplorare parti oscure. Il collega Paolo Mondani aveva già avuto un colloquio con il procuratore. Noi siamo sempre stati collaborativi con la giustizia, pur garantendo il diritto alla riservatezza delle fonti. Il decreto di perquisizione riporta la data del 20 maggio, cioè tre giorni prima della messa in onda del servizio. Ovviamente abbiamo messo al corrente l’ufficio legale, l’ad Fuortes e il nostro direttore».

I commenti

Secondo il senatore Nicola Morra, presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno delle mafie e sulle altre associazioni criminali, anche straniere, «Report spiega che a 30 anni dalla morte di Giovanni Falcone emergono documenti e protagonisti dimenticati in grado di gettare una nuova luce su quei fatti. A Capaci, Cosa Nostra non avrebbe agito da sola. Estremisti di destra e uomini di mafia, secondo testimoni e documenti ritrovati, sarebbero stati di nuovo insieme, dopo gli anni della strategia della tensione. In un abbraccio mortale costato la vita ai giudici Falcone e Borsellino. I due magistrati avevano il quadro completo, e oggi, tornando ad ascoltare collaboratori ed ex carabinieri, Report prova a ricostruirlo».

«Sentenze della Cassazione e della Cedu hanno già acclarato che sequestrare pc e telefonini dei giornalisti, ancor di più con copie “indiscriminate” dei contenuti, è illegittimo. L’unico risultato che resterà della perquisizione a Report è il timore delle fonti di essere “svelate”», ha scritto il giornalista RAI Vittorio Di Trapani su Twitter. Per Beppe Giulietti, «La continua violazione delle fonti e del segreto determinerà un’ulteriore discesa dell’Italia nei rapporti internazionali».

Alberto Pizzolante

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