lunedì, Marzo 4, 2024

«La rabbia di Cloe brucia ancora»

Domenica 18, a San Donà di Piave, la manifestazione in ricorso di Cloe Bianco organizzata da Stati Genderali lgbitqiap+ & disability.

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di Stati Genderali lgbtqia+ & Disability

Nella notte fra il 10 e l’11 giugno dell’anno scorso, Cloe Bianco ha scelto di darsi la morte; il suo corpo è bruciato insieme alla sua casa mobile in una valle delle Dolomiti del Cadore. Cloe è l’insegnante trans che nel 2015 fu oggetto di sanzioni disciplinari e di una vera e propria gogna mediatica perché era andata in classe con vestiti da donna, conformemente al genere che sentiva suo, spiegando semplicemente agli studenti che preferiva essere chiamata al femminile.

La sua scuola si trovava a San Donà di Piave, ed è lì che scenderemo in piazza domenica 18 giugno, per ricordare Cloe Bianco e perché non possiamo accettare che la scuola sia un luogo di violenza e di paura per insegnanti e student*.

Siamo trans, esistiamo, abitiamo le metropoli ma anche le province, lavoriamo nelle fabbriche, nelle strade e anche nelle scuole, studiamo nel sistema di istruzione di questo paese e non siamo più dispost* a nasconderci!

La manifestazione, proposta da Stati Genderali lgbitqiap+ & disability, è promossa e organizzata dal basso da un’ampia assemblea di persone trans, non binarie e solidali. Chiediamo a tutt* di unirsi a noi perché ciò che è successo a Cloe non solo ha impattato tragicamente sulla sua vita, ma rappresenta un’intimidazione verso tutt* le/gli/l* insegnanti, che si sentono ogni giorno più ricattabili, non solo sulla base dell’orientamento sessuale, dell’espressione di genere e delle proprie scelte relazionali e sessuali, ma addirittura sulla base delle proprie opinioni e del proprio impegno a promuovere conoscenza, riflessione e rispetto delle diversità sessuali e di genere nella pratica educativa. E ovviamente è un messaggio di intimidazione ancora più forte verso l* student*.

Cloe è stata oggetto di sanzioni disciplinari, ma anche degli insulti e del disprezzo espresso a gran voce sui media dall’assessora all’istruzione Elena Donazzan, che ha continuato a insultarla anche dopo la sua tragica morte. In seguito a ciò che era successo, Cloe ebbe difficoltà persino a trovare un sindacato che la assistesse; e attualmente Elena Donazzan ha addirittura l’incarico delle pari opportunità. Chiediamo le dimissioni immediate della assessora all’istruzione del Veneto dichiarata fascista e omolesbobiatransfobica.

Vogliamo la carriera alias per tutto il personale della scuola e studentesco, cioè la possibilità di essere chiamat* e conosciut* con il proprio nome e genere di elezione senza necessità di esibire certificati o intraprendere procedure giudiziare.

Vogliamo diritti per tutt* l* lavorator* della scuola. Diciamo no a una scuola che, per docenti e student*, è una continua valutazione e competizione, che erode il benessere e la possibilità di relazione per tutt* ma specialmente per chi in un modo o nell’altro è individuat* come “diverso”.

Durante la nostra passeggiata a San Donà di Piave, leggeremo alcuni brani tratti dagli scritti di Cloe, perché vogliamo che la sua voce viva ancora: perché la sua rabbia brucia ancora, e perché la resistenza trans è in ogni scuola.

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