Lo stato catastrofico dell’istruzione in Italia

Il 62,7% delle persone di 25-64 anni ha almeno il diploma di istruzione superiore. Il 65,8% degli studenti in DaD ha avuto difficoltà.

Nel 2021, in Italia, il 62,7% delle persone di 25-64 anni ha almeno il diploma superiore. Il dato è più basso di oltre 16 punti percentuali rispetto alla media europea. I giovani tra i 30 e i 34 anni che sono in possesso di un titolo di studio terziario sono il 26,8% in Italia. La media dei paesi dell’Unione Europea è del 41%. Nel 2019, 2020 e nel 2021, in Italia si è interrotto il costante, seppur lento, aumento della quota di laureati. È quanto emerge dal Rapporto sul Benessere equo e sostenibile (Bes) pubblicato dall’Istat. Pubblichiamo i dati relativi allo stato dell’istruzione italiana.

In Italia, nel 2019 hanno conseguito un titolo terziario circa 416mila persone, il 57,4% delle quali sono donne. La percentuale di titoli d’istruzione terziaria riguardanti le discipline STEM (scienza, tecnologia, ingegneria e matematica) sulla popolazione di 20-29 anni, si attesta all’1,9% per i maschi e all’1,3% per le femmine. Entrambi i dati sono al di sotto della media europea (rispettivamente del 2,8% e dell’1,4%). Nell’anno scolastico 2020/21, i ragazzi e le ragazze della classe terza della scuola secondaria di primo grado che non hanno raggiunto un livello di competenza almeno sufficiente sono il 39,2% per le competenze alfabetiche (+4,8 punti percentuali rispetto al 2019) e il 45,2% per quelle numeriche (+5,1 punti percentuali rispetto all’anno scolastico 2018/19).

DaD: il 65,8% degli studenti ha avuto delle difficoltà

Nel periodo tra marzo e giugno 2020, il 91,4% degli studenti tra 6 e 19 anni dichiara di aver svolto lezioni online. L’8,6% non ha avuto la possibilità di farlo. Appare particolarmente critica la situazione per i bambini della scuola primaria, il 17,1% dei quali non ha mai fatto lezioni online nel periodo marzo-giugno 2020. Il 65,8% degli studenti che hanno seguito le lezioni online riferisce di aver avuto difficoltà. Tre quarti dei ragazzi che hanno seguito online hanno avuto problemi legati alla qualità della connessione. Il 45,8% ha avuto problemi di concentrazione e motivazione.

Nell’anno scolastico 2020/2021, il 30,4% degli studenti è tornato a svolgere lezioni interamente in presenza e l’8,6% prevalentemente in presenza. Le difficoltà incontrate dagli studenti nella didattica a distanza diminuiscono rispetto all’esperienza del lockdown, ma ancora riguardano il 62,6% dei ragazzi. Le difficoltà di connessione sono state riscontate dal 71,1% di chi ha seguito lezioni online. Problemi di concentrazione e motivazione hanno riguardato il 47,7% degli studenti. Ancora alta, sebbene in calo, la quota di giovani tra 18 e 24 anni che sono usciti prematuramente dal sistema di istruzione e formazione dopo aver conseguito soltanto il titolo di scuola secondaria di primo grado. Nel 2021 sono il 12,7% (erano il 14,2% nel 2020).

Calano la partecipazione culturale fuori casa e l’indicatore sulla lettura

La quota di giovani di 15-29 anni che non studia né lavora (NEET) cala leggermente nel 2021 (23,1%), ma non torna al livello pre-pandemia (22,1% nel 2019). A partire dal 2020 le restrizioni nell’accesso ai luoghi della cultura, disposte ai fini del contenimento nella diffusione del COVID-19, hanno inciso notevolmente sulla partecipazione culturale fuori casa. Un calo era già stato registrato tra il 2019 e il 2020, passando dal 35,1% al 29,8%. Tra il 2020 e il 2021 è crollato all’8,3%.

Nel 2021, mentre la lettura di almeno 4 libri l’anno è rimasta stabile rispetto al 2020 (22,9%), la lettura di quotidiani 3 o più volte a settimana è diminuita (dal 24,8% al 23,2%), portando l’indicatore complessivo sulla lettura ad una riduzione (36,6%, era 38,2% nel 2020). Nello stesso periodo, il 7,4% delle persone di 3 anni e più si sono recate in biblioteca almeno una volta in un anno, confermando il calo iniziato nel 2020 a seguito delle limitazioni determinate dalla pandemia (passando dal 15,3% del 2019 al 12,2% del 2020). La partecipazione all’istruzione nella primissima infanzia ha subito una battuta d’arresto nonostante il lieve aumento nella disponibilità di strutture e posti. Stabile al 28% la percentuale di bambini di 0-2 anni che frequentano l’asilo nido (media triennale del periodo 2019/2021). ·

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