Eni ha aperto un conto in rubli per pagare il gas russo

Eni continuerà a pagare in euro il gas alla Russia, ma aprirà due conti presso Gazprom Bank. Uno dei conti sarà in euro, l'altro in rubli.

Il 30 aprile scorso il presidente della Federazione Russa, Vladimir Putin, ha firmato un decreto che impone alle società energetiche europee l’apertura di un doppio conto – uno in euro o dollari, l’altro in rubli – per saldare le forniture di Gazprom. La società italiana Eni continuerà a pagare in euro il gas alla Russia, ma aprirà due conti presso Gazprom Bank. Uno dei conti sarà in euro, l’altro in rubli. Eni corrisponderà quanto dovuto in euro. In questo modo, non violerà le sanzioni dell’Unione Europea. Un “agente liquidatore” depositerà il corrispettivo in rubli presso la Borsa di Mosca entro 48 ore dall’accredito, senza coinvolgimento della Banca Centrale Russa.

La scelta di ENI

Eni ha specificato che «in vista delle imminenti scadenze di pagamento, ha avviato in via cautelativa le procedure relative all’apertura presso Gazprom Bank dei due conti correnti denominati K, uno in euro ed uno in rubli, indicati da Gazprom Export secondo una pretesa unilaterale di modifica dei contratti in essere, in coerenza con la nuova procedura per il pagamento del gas disposta dalla Russia. Eni ha già rigettato tali modifiche. La decisione, condivisa con le istituzioni italiane, è stata presa nel rispetto del quadro sanzionatorio internazionale».

«L’apertura dei conti avviene su base temporanea e senza pregiudizio alcuno dei diritti contrattuali della società», prosegue la società. «Ad oggi, Gazprom Export e le autorità federali russe competenti hanno confermato che la fatturazione (giunta a Eni nei giorni scorsi nella valuta contrattualmente corretta) e il relativo versamento da parte di Eni continueranno a essere eseguiti in euro, così come contrattualmente previsto. Le attività operative di conversione della valuta da euro a rubli saranno svolte da un apposito clearing agent operativo presso la Borsa di Mosca entro 48 ore dall’accredito e senza coinvolgimento della Banca Centrale Russa.

Un mancato pagamento, esporrebbe Eni sia al rischio di violazione dell’obbligo di dar corso in buona fede ad eventuali richieste contrattuali di Gazprom Export (imposte alla stessa dalla propria autorità), sia al rischio per Eni di inadempimento dei propri impegni di vendita con i clienti a valle, in caso di interruzione delle forniture. Eni avvierà un arbitrato internazionale sulla base della legge svedese (come previsto dai contratti in essere) per dirimere i dubbi rispetto alle modifiche contrattuali richieste dalla nuova procedura di pagamento, ed alla corretta allocazione di costi e rischi».

La posizione dell’Unione Europea

«L’apertura di un conto in rubli va oltre le indicazioni che abbiamo dato agli Stati membri». Lo ha dichiarato il portavoce capo della Commissione europea, Eric Mamer. «Il Paese membro deve far rispettare le sanzioni, dunque è il Paese che deve vigilare che le società rispettino le sanzioni. In caso contrario, la Commissione può aprire la procedura d’infrazione».

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