Dall’Estetica Settecentesca alla Logica della Sensazione

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L’estetica affonda le sue radici nel XVIII secolo grazie ad Alexander Gottlieb Baumgarten, che per primo la definì come «scienza della conoscenza sensibile». Il suo grande merito fu quello di riscattare la sensibilità dal caos, elevandola a una forma di conoscenza autonoma e dignitosa, non più subordinata alla logica razionale. Tuttavia, nel panorama contemporaneo, questa sensibilità rischia di essere soffocata dai cliché della figurazione. Gilles Deleuze, analizzando l’opera di Francis Bacon, compie un passo ulteriore: l’estetica smette di essere una contemplazione della bellezza per trasformarsi in una vera e propria «logica della sensazione». Per Deleuze, la tela non è mai uno spazio bianco o neutro, ma è un luogo già «pre-occupato» da immagini pre-confezionate e stereotipi che egli definisce «fantasmi della visione». Dipingere, dunque, non significa aggiungere forme, ma compiere un atto di pulizia immaginativa per liberare la sensazione pura dal rumore di fondo dei cliché.

La Via Figurale e il Corpo senza Organi

In questa battaglia contro il narrativo e l’illustrativo, Bacon percorre quella che Deleuze chiama la «via figurale». Non si tratta di fuggire nell’astrazione, ma di declassare la forma dall’interno, rendendo visibili le forze invisibili che agiscono sul corpo. La pittura di F. Bacon non cerca di riprodurre un’immagine, ma di catturare una sensazione tensiva: qui emerge la figura della «carne» che deborda dai propri confini, trasformandosi in un «corpo senza organi» in perenne mutazione. L’opera si articola attraverso tre elementi chiave: la campitura, la figura e il suo contorno. Quest’ultimo agisce come una «soglia osmotica», una membrana permeabile che permette uno scambio vitale tra la materia e il corpo isolato. Attraverso l’uso del «diagramma» — quello schema operativo di spazzolature e macchie — F. Bacon esorcizza la rappresentazione per cogliere la «questione di fatto». In quest’ottica, dipingere la carne macellata diventa l’unico modo per restituire all’uomo la sua verità pulsionale, liberata dalle rassicuranti maschere della figurazione tradizionale.

Bibliografia

Deleuze G. (1981), trad. it. Francis Bacon. Logica della sensazione, Quodlibet, Macerata 1995.

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