Guida alla legge elettorale “Rosatellum”

Il "Rosatellum" è un sistema elettorale misto, proporzionale e maggioritario. Un terzo dei parlamentari sarà eletto nei collegi uninominali.

Domenica 25 settembre 2022 gli elettori italiani saranno chiamati ad eleggere 400 deputati e 200 senatori. Quello della XIX legislatura sarà il primo parlamento eletto dopo le modifiche introdotte dal referendum sul taglio del numero dei parlamentari promosso principalmente dal Movimento 5 stelle. La Camera dei Deputati passerà da 630 a 400 membri, il Senato della Repubblica da 315 a 200. Inoltre, la legge costituzionale del 18 ottobre 2021 ha soppresso il preesistente limite minimo dei 25 anni di età per esercitare il diritto di elettorato attivo per il Senato. L’attuale legge elettorale è la numero 165 del 3 novembre 2017. È denominata Rosatellum dal nome di Ettore Rosato, relatore del provvedimento. Al momento dell’approvazione, Rosato era il capogruppo del Partito democratico alla Camera. Il deputato ha poi aderito ad Italia Viva di Matteo Renzi.

La ripartizione dei seggi

Il Rosatellum prevede un sistema elettorale misto, proporzionale e maggioritario. Il 61% dei parlamentari sarà eletto con il sistema proporzionale, rispettando i risultati percentuali ottenuti alle elezioni senza alcun premio di maggioranza; il 37% sarà eletto con il sistema maggioritario, attraverso dei collegi uninominali; il 2% sarà riservato al voto delle circoscrizioni estero.

Alla Camera, i collegi uninominali sono 148. Ogni partito può presentare un solo candidato. I partiti in coalizione possono presentare un solo candidato condiviso. È eletta la persona che ottiene almeno un voto in più degli altri candidati. I restanti 244 seggi sono ripartiti utilizzando il metodo proporzionale. Il territorio italiano è suddiviso in collegi plurinominali. Ogni partito o coalizione presenta una lista di candidati e riceve un numero di seggi in proporzione al numero di voti ottenuti. Gli elettori non possono indicare preferenze, i listini sono bloccati. Ogni listino può essere formato da un minimo di due fino a un massimo di quattro nomi. Nessun sesso può superare il 60% dei candidati. Otto sono i seggi riservati alle circoscrizioni estero. Al Senato, sono 74 i collegi uninominali, 122 quelli del proporzionale e 4 quelli riservati all’estero.

Secondo quanto prescritto dal Rosatellum, non si può esercitare il voto disgiunto, scegliendo un candidato al collegio uninominale e un partito che non lo sostiene. La preferenza espressa solo ad un partito va direttamente al candidato nel collegio uninominale. I voti espressi solo al candidato al collegio uninominale sono ripartiti, in maniera proporzionale, tra i vari partiti che lo sostengono.

La soglia di sbarramento

I partiti ottengono dei seggi solo se superano la soglia di sbarramento, fissata al 3% dei voti su base nazionale. Per potere eleggere un rappresentante, le coalizioni devono invece raggiungere la soglia del 10%. All’interno delle coalizioni, le liste che non raggiungono l’1% dei voti non sono conteggiate nel computo totale. Una lista posizionata tra l’1% e il 3% non elegge parlamentari ma i propri voti sono ripartiti in maniera proporzionale tra le liste della coalizione che hanno superato la soglia di sbarramento.

Secondo alcune analisi, un partito o una coalizione per vincere le elezioni deve ottenere almeno il 40% nella parte proporzionale e vincere il 60% dei collegi uninominali.

Il voto degli italiani all’estero

Sono 4.871.731 gli elettori italiani residenti all’estero. Alle elezioni politiche del 2022 potranno votare i cittadini italiani che si sono iscritti all’AIRE (Anagrafe Italiani Residenti all’Estero) entro il 31 dicembre 2021. L’AIRE comunicherà l’elenco dei votanti al Consolato di riferimento che invierà all’elettore il plico contenente la scheda elettorale.

Alberto Pizzolante
Alberto Pizzolante
Nato in provincia di Lecce nel 1997, si è laureato in Filosofia presso l'Università Vita-Salute San Raffaele di Milano. Dirige likequotidiano.it.

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