Gli investimenti in cultura e lo stato dell’ambiente in Italia

Nel 2019, la spesa pubblica italiana per cultura e paesaggio è tra le più basse d’Europa in rapporto al Pil. Il dato è fermo allo 0,4% del Pil, mentre la media Ue27 è dello 0,6%. Lo ha rivelato l’Istat nel rapporto sul Benessere equo e sostenibile (Bes). I Comuni spendono in cultura 19,9 euro per cittadino. Forte il divario tra il Nord (25,8 euro pro capite) e il Mezzogiorno (9,3 euro pro capite).

Nel 2021, diminuisce l’indice di abusivismo edilizio (15,1 costruzioni abusive ogni 100 autorizzate, contro le 17,9 del 2019 e le 19,9 del 2017). La situazione migliora anche nel Mezzogiorno, dove però il valore resta molto elevato (38,4 ogni 100). In aumento l’impatto degli incendi boschivi, che nel 2020 hanno investito circa 56mila ettari di terreno, pari all’1,8 per mille del territorio nazionale (3,9 per mille nel Mezzogiorno).

L’ambiente

Nel 2020, si rileva una diminuzione della percentuale dei superamenti di PM2,5 che si attestano al 77,4%, valore più basso dell’indicatore dal 2010. Diminuiscono nettamente nel 2020 le emissioni di CO2 e di altri gas climalteranti generate dalle attività economiche e dalle famiglie, raggiungendo il valore di 6,6 tonnellate di CO2 equivalente per abitante.

Le temperature minime e massime, nel 2020, risultano maggiori rispetto alla media climatica (periodo di riferimento 1981-2010). Riguardo alle precipitazioni, lo scarto rispetto alla mediana del periodo di riferimento a livello nazionale è pari a +2%. Nel 2021 si osserva una riduzione dei giorni consecutivi non piovosi a scala nazionale. Nel 2020, la produzione di rifiuti urbani in Italia è scesa a 28,9 milioni di tonnellate (-3,6% dell’ammontare complessivo rispetto al 2019), pari a 487 chilogrammi per abitante (-16 chilogrammi pro capite).

Sono stati conferiti in discarica il 20,1% del totale dei rifiuti urbani; era il 20,9% nel 2019 e il 46,3% nel 2010. Gli effetti dei cambiamenti climatici e dell’aumento dell’effetto serra rappresentano uno dei problemi ambientali che preoccupano maggiormente le persone. Tuttavia, se fino al 2019 la percentuale di persone di 14 anni e più che ritengono che questo sia uno dei problemi ambientali principali era in costante crescita, nel biennio 2020-2021 si registra un’inversione di tendenza che riguarda tutto il territorio (dal 71% del 2019 al 66,5% del 2021). Nel 2021 il livello di interesse per queste tematiche torna a quello registrato nel 2018 (66,6%), evidenziando un aumento di attenzione in concomitanza con i movimenti di protesta a livello globale del 2019-2020.

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