Maturità, migliaia di studenti in piazza

Migliaia di studenti sono scesi in piazza per chiedere una riforma dell'esame di Maturità, dei PCTO e della rappresentanza.

Ieri migliaia di studenti sono scesi in piazza in tutta Italia. I cortei più numerosi sono stati quelli di Milano, Udine, Pescara e Campobasso. La mobilitazione è stata causata dalla decisione del ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, di reintrodurre le prove scritte negli esami di Maturità. Le mobilitazioni di ieri hanno richiamato l’attenzione anche sull’appuntamento degli Stati Generali della Scuola Pubblica, che si terranno a Roma dal 18 al 20 febbraio.

“È evidente un inasprirsi delle dinamiche di repressione”

L’Unione degli Studenti ha incluso tra i temi che hanno portato alla mobilitazione i rapporti tesi tra istituzioni e studenti e la riforma dei PCTO, l’ex Alternanza scuola-lavoro. “Vogliamo risposte e prese di posizioni concrete su numerose questioni – ha dichiarato l’Associazione – prima tra tutte quella della repressione. I fatti degli ultimi mesi hanno evidenziato un inasprirsi delle dinamiche di repressione nei confronti della lotta studentesca. Dai blocchi dei cortei a novembre, alle sospensioni a seguito delle occupazioni di dicembre, fino alla violenza delle piazze delle scorse settimane. Vogliamo che venga ritirata la direttiva della Lamorgese rispetto alla libertà dei comitati dell’ordine e la sicurezza, che le azioni di repressione istituzionali, come le sospensioni per le occupazioni, siano combattute e codici identificativi per le forze dell’ordine.

Non possiamo più accettare che non si ripensi il rapporto scuola-lavoro. I PCTO (ex Alternanza Scuola-Lavoro) sono il simbolo del ruolo passivo della scuola nei confronti del mercato. Devono essere ritirati per riflettere su un altro modo di dare concretezza e praticità alla dimensione teorica dell’istruzione. Un’altra questione impellente riguarda l’Esame di Stato. È inaccettabile che il ministero non si sia confrontato con la rappresentanza studentesca prima di stilare le linee guida, ignorando le numerose difficoltà e carenze formative che la fase pandemica ha apportato al mondo dell’istruzione. Vogliamo la revoca della seconda prova e l’introduzione di una tesina multidisciplinare, che garantisca personalità e soggettività al processo valutativo.

È necessario ripensare strutturalmente e complessivamente l’intero mondo della scuola. Vogliamo che la politica ascolti la componente studentesca, in quanto categoria maggiormente colpita dalla pandemia e non solo; vogliamo risposte concrete, una volta per tutte.

“È il momento di cambiare la scuola”

A Roma, il ministro ha incontrato una delegazione di Rete degli Studenti Medi. L’Associazione ha affermato che “alle proposte sull’Esame, sono corrisposti solo no da parte del Ministro. Il Ministero si è mostrato disponibile a ragionare di Pcto, di Salute Mentale e altri temi, ma finché non vedremo fatti per noi queste sono solo parole. Continueremo a mobilitarci per chiedere un passo indietro su questo Esame, scelto senza sentire l3 student3 e totalmente fuori contesto.

È la prima volta da anni che un Ministro dell’Istruzione decide di incontrare durante delle mobilitazioni il sindacato studentesco. Da mesi ci mobilitiamo in migliaia non solo per la maturità, ma per avere più voce sulle scelte che riguardano la scuola in generale. La riforma della rappresentanza, la Salute Mentale nelle nostre scuole. Per questo continueremo a dare voce alle istanze del3 student3 costruendo proposte e facendo di tutto per migliorare la scuola pubblica. Non intendiamo cedere di un centimetro rispetto ai nostri diritti e le nostre rivendicazioni. Ora il Ministro non può più fare finta di nulla, ci deve ascoltare e noi continueremo a bussare alle porte del Ministero per portare la voce del3 student3. È il momento di cambiare la scuola“.

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