Scuola e università nei programmi elettorali

Nel corso delle interviste di Piazza Parlamento, realizzate in vista delle elezioni politiche del 25 settembre prossimo, abbiamo chiesto ai candidati di illustrare le principali proposte del partito di appartenenza nell’ambito della scuola e dell’università? Queste le risposte che abbiamo ricevuto.

Antonio Trevisi, candidato con il Movimento 5 stelle al Senato della Repubblica nei collegi Puglia – P01 e Puglia – U05: «Una delle principali proposte riguarda il riscatto gratuito degli anni di studio universitario. Occorre anche ridurre o eliminare il numero chiuso nelle facoltà legate ad una maggiore domanda lavorativa. Per esempio, tutti gli studi ci dicono che avremo bisogno di molti medici nei prossimi anni. Già adesso abbiamo medici che provengono dall’estero. È necessario aumentare il numero di laureati in Medicina. Il numero chiuso può essere utile per quelle facoltà che non sono legate ad una grande domanda lavorativa.

Nel mondo della scuola, è necessario aumentare lo stipendio degli insegnanti e portarlo allo stesso livello dei Paesi europei. Occorre sburocratizzare, per semplificare la vita dei docenti. È inoltre necessario intervenire nel contrasto al bullismo, alla violenza e alle discriminazioni. Il Movimento 5 stelle è il partito più attento alla lotta alle discriminazioni, non a caso il Partito Gay LGBT+ ci sostiene».

Fabio Scionti, candidato capolista di Azione – Italia Viva al Senato nel collegio Calabria – P01: «Azione è un partito molto vicino ai giovani. Il nostro partito è stato il primo a proporre l’aumento delle borse di studio nelle facoltà di Medicina. Noi proponiamo un modello di scuola fino a 18 anni, a tempo pieno per tutti, che realizzi nelle ore pomeridiane dei percorsi di potenziamento. Riteniamo necessario modificare il sistema di valutazione degli istituti, per meglio individuare le eventuali criticità, e investire nella sicurezza delle strutture. In tutte le scuole, poi, occorre insegnare l’Educazione civica. L’Italia è la penultima nazione europea per numero di laureati. Bisogna creare una rete tra gli atenei che leghi la ricerca, l’innovazione e il trasferimento tecnologico. Vogliamo trasformare gli atenei in fondazioni di diritto privato a capitale interamente pubblico. In questo modo, le università avranno la possibilità di effettuare investimenti senza avere gli impedimenti degli enti pubblici».

Pierpaolo Longo, candidato capolista di Noi Moderati alla Camera dei Deputati nel collegio Veneto – P02: «Molte aziende soffrono della carenza di ragazzi preparati. Chi è interessato alle materie STEM deve poter entrare fin da subito in un percorso professionalizzante, altrimenti si entra troppo tardi nel mondo del lavoro. È stata approvata una riforma che distruggerà la ricerca: si prevede un numero incredibile di ricercatori che rimarranno a casa. Infatti, l’ente finanziatore richiede un anticipo economico sul biennio di 48 mila euro. Gli enti non dispongono di questa somma, per questo la riforma sta annientando la ricerca. Chi scrive le riforme non conosce lo stato del mondo universitario. La politica ragiona sui 5 anni. La ricerca viaggia sui 30, 40, 50 anni: è un’evoluzione continua. La politica deve ragionare sul futuro delle generazioni».

 Alfonso Maria Gallo, candidato di +Europa alla Camera dei Deputati nel collegio Campania-P02: «Oggi dedichiamo lo 0,5% del Pil a scuola, università e ricercaNoi immaginiamo di triplicare questo dato. Proponiamo un aumento dei fondi, ma sempre con scienza e coscienza. Il nostro programma mira a non fare nuovo debito. Si cerca di investire in maniera sostenibile. Ad oggi, si dà per scontato che una persona che vuole fare ricerca andrà all’estero. Noi dobbiamo diventare attrattivi per l’estero. Occorre elaborare un sistema di valutazione per premiare gli insegnanti virtuosi e per far sì che insegnare non sia una seconda scelta».

Fabio Roscani, candidato di Fratelli d’Italia alla Camera dei Deputati nel collegio Abruzzo P-01: «In Italia noi abbiamo gli studenti più formati d’Europa ma che non riescono a competere con il resto dell’Europa perché entrano troppo tardi nel mercato del lavoro. In Italia, in media, occorrono 27, 2 anni per laurearsi. Nel resto d’Europa la media è di 24 anni. Questo incide fortemente nella nostra capacità di poter competere. Noi vorremmo costruire un sistema d’istruzione e di formazione universitaria che porti i nostri giovani a laurearsi almeno uno o due anni prima rispetto alla media attuale. L’Italia vive il grande paradosso per cui abbiamo il Reddito di cittadinanza per i giovani che non lavorano e poi non paghiamo quei ragazzi che si stanno formando attraverso dei tirocini. Occorre difendere le materie umanistiche con la consapevolezza che per abbattere la disoccupazione giovanile bisogna investire fortemente nelle materie STEM».

Tilde Minasi, candidata della Lega al Senato della Repubblica nei collegi Calabria-U02 e Calabria P-01: «Il nostro programma, in tema di istruzione, inizia con una frase emblematica: Scoprire e valorizzare i talenti per non lasciare indietro nessuno. Questo è il fondamento di tutta la nostra politica. La scuola deve essere innovata. Vogliamo puntare molto sulla formazione tecnica, rendendo gli istituti professionali delle scuole di alta specializzazione che consentano ai ragazzi di essere da subito pronti ad entrare nel mondo del lavoro. Intendiamo fermare il caro libri, garantendo i libri di testo fino alle scuole medie e consentendo la detraibilità fiscale delle spese di cancelleria. Puntiamo alla specializzazione dei docenti, in particolare degli insegnanti di sostegno.

Vogliamo eliminare il numero chiuso nelle facoltà di Medicina: il merito non va dimostrato nel test d’ingresso, ma lo si dimostra nel corso di studi. Puntiamo al sistema alla francese, in cui tutti i ragazzi possono avere accesso al primo anno di medicina e proseguire la carriera accademica a fronte del raggiungimento di alcuni risultati. Occorre migliorare il sistema di orientamento scolastico e sostenere le spese relative agli alloggi per gli studenti fuorisede».

Nicola Irto, candidato del Partito Democratico al Senato della Repubblica nel collegio Calabria P-01: «Gli stipendi degli insegnati italiani devono essere aumentati e portarti in linea con la media europea. Dobbiamo investire nel digitale, anche dal punto di vista delle strutture. Le nostre scuole sono ferme agli anni ’80. Le risorse ci sono, anche nel PNRR. La scuola deve essere la priorità. Proponiamo di costituire un fondo nazionale per i viaggi di studio, per il doposcuola e per l’acquisto di attrezzature sportive. Serve creare una rete forte tra gli enti locali e le università. Le università fanno ricerca scientifica e didattica. Se la ricerca non è di qualità, non lo è neanche la didattica, e viceversa. Le università sono chiamate a un grande scatto in avanti per creare lavoro. La ricerca scientifica deve avere una concreta ricaduta sul territorio, che dia sviluppo e occupazione, soprattutto al sud».

Alberto Pizzolante
Alberto Pizzolante
Nato in provincia di Lecce nel 1997, si è laureato in Filosofia presso l'Università Vita-Salute San Raffaele di Milano. Dirige likequotidiano.it.

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