Transgenere, transessuale, travestito, genere fluido,…? – di Cloe Bianco

Senso e denotazione delle espressioni Transessuale, Crossdresser e genere fluido. L'inclusività della parola Transgenere.

Pubblichiamo l’articolo di Cloe Bianco intitolato “Transgenere, transessuale, travestito, genere fluido, …?”, pubblicato sul blog PERsone TRANSgenere.

C’è una ridda di significati provenienti sia da coloro che si definiscono esperti/e sull’identità di genere, che dalle persone che vivono sulla loro pelle queste realtà di genere. Questo non aiuta a capirsi, pertanto tenterò qui, seppur brevemente e non esaustivamente, di fare un po’ di chiarezza sulla questione […] concludendo con la presentazione del termine che ho scelto – che è anche il mio personale modo di considerare noi persone “T…” cioè transgenere. Il contesto di riferimento è la società italiana.

Transessuale è una definizione che ha trovato il suo terreno di crescita in ambito medico, è pertanto una definizione usata per catalogare persone con una malattia mentale. Il suo uso s’è sviluppato anche nella società e nelle collettività trans, che non necessariamente ne danno un significato medico. A volte viene usato per indicare le persone T… (significato generico e provvisorio che definisco nelle conclusioni di questo capitolo) che transizionano da un genere a un altro assumendo la terapia ormonale sostitutiva (TOS) ed eseguendo la chirurgia di riconversione genitale (RCG); altre volte s’identificano coloro che transizionano assumendo la TOS ma non intendono eseguire la RCG. C’è anche chi, seppur pochi, ritiene che comunque è transessuale la persona che si percepisce di un genere diverso dal suo sesso non sottoponendosi a TOS e RCG.

Travestito o crossdresser presenta maggiori difficoltà descrittive in quanto assume molti significati difficilmente sintetizzabili. Senza volerne dare una definizione esaustiva, può voler indicare una persona che per diletto usa, in alcune occasioni, abbigliarsi secondo il sesso opposto al suo senza percepirsi però dell’altro genere, ma c’è chi viene definito tale per il fatto di aver scelto una transizione non medicalizzata o, se medicalizzata, non comprendente TOS e RCG. La classe medica lo attribuisce solo agli uomini che si (tra)vestono da donne, ma esistono anche donne che si (tra)vestono da uomini che purtroppo non vengono neppure considerate dai/dalle cosiddetti esperti/e.

La persona con genere fluido è colei che sente come propri entrambi i generi, vivendosi sia al maschile che al femminile. Per queste persone è assai difficile essere accolte dalla collettività T… e ancor di più essere comprese nei loro vissuti.

Transgenere (che in lingua inglese è transgender, senza dare ora a quest’ultimo altri significati) non è scevro da difficoltà descrittive. Può voler indicare chi ritiene d’appartenere al genere maschile (transizione da femmina a maschio), chi al genere femminile (transizione da maschio a femmina), chi a un altro genere, donne trans e uomini trans. C’è chi fa transizioni non medicalizzate identificandosi come transgenere e chi le fa medicalizzate, in vario modo, identificandosi anch’essa/o in questa definizione.

Spesso le discriminanti tra queste definizioni sono relative alla modalità di transizione, dove chi ha scelto TOS e RCG sono vere/i trans, chi ha scelto solo la TOS è ancora accettabile nella definizione di trans, anche se non proprio ben visto all’interno della collettività T…, mentre chi invece transiziona senza prendere ormoni e senza RCG è un individuo non definito o viene definito travestito, nonché reietto dalla collettività T… e ritenuto non degno di pretendere diritti; diritti che in Italia peraltro neppure ha allo stato attuale del 2020.

Concludendo presento la definizione che ho scelto in quanto la ritengo la più appropriata, vale a dire persone transgenere, che è l’espressione usata univocamente dalla risoluzione 2048(2015) del Consiglio d’Europa (COE): personnes transgenres, transgender people, nelle lingue francese e inglese delle due versioni ufficiali.

Transgenere è da me inteso come termine ombrello che ricomprende altri vocaboli normalmente usati per definire le persone che finora ho chiamato vagamente T…: transessuale, travestito, genere fluido, nonché, in lingua inglese, transgender e crossdresser che sono usati questi ultimi anche esprimendosi in lingua italiana.

La scelta è data da tre motivazioni. Una riguarda l’aspetto etimologico: è una parola composta da “trans” e “genere”, trans è di origine latina con il significato di al di là, attraverso, cambiamento, pertanto la parola complessivamente esprime l’andare al di là del genere, il cambiare genere. Transessuale è un’espressione errata se attribuita a un soggetto reale, essendo impossibile per qualsiasi persona cambiare sesso. Un altro motivo inerisce il contesto statunitense in cui è stato creato, in quanto transgenere è un termine nato nei movimenti trans e coniato dalle persone trans e non da chi parla e studia sulle persone transgenere senza vivere in prima persona questa caratteristica.

L’ultimo è che l’uso di tale termine, inteso come inclusivo di varie espressioni riguardanti l’identità di genere, evita di creare eccessive ed inutili classificazioni che distinguono transgenere da transessuale ma anche da crossdresser/travestito, magari dimenticando genere fluido, le quali, nell’uso specialmente d’una parte della collettività trans e anche dei cosiddetti “esperti”, vuole artificiosamente creare soggetti con diritti e -almeno una minimale- visibilità e rispetto, cioè i/le transessuali, a discapito degli altri che rimarrebbero degli inconsiderabili senza diritti, definiti assai spesso transgender esprimendosi in lingua italiana, evidenziando che tale significato non lo si riscontra in lingua inglese.

Le discriminazioni all’interno della collettività trans sono forti, le gare a chi è la vera o il vero trans non si fanno mancare. La definizione ombrello di transgenere vuole cercare di porre fine anche a queste guerre intestine, prendendo sotto di sé l’ampia gamma di vissuti che possono invece trovare condivise esperienze simili e stessi diritti. Il Consiglio d’Europa ha già operato questa scelta con la risoluzione 2048(2015).

Di Cloe Bianco

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