Verso la nascita di un nuovo partito ecologista

Sta per nascere un nuovo partito ecologista. Al Parlamento europeo ne sono convinti. I gruppi editoriali preparano il terreno.

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La nascita di un nuovo partito ecologista è sempre più vicina. Una fonte interna al gruppo parlamentare europeo Verdi/ALE ritiene che, entro circa sei mesi, in Italia sarà costituito un nuovo soggetto politico ambientalista, disposto a dialogare con qualsiasi forza politica esistente per attuare delle riforme a sostegno dell’ambiente e della mitigazione degli effetti del cambiamento climatico.

Il quotidiano Domani, edito da Carlo De Benedetti, negli ultimi giorni ha dato spazio a numerosi articoli a sostegno della necessità di organizzare i movimenti ambientalisti nati negli ultimi anni in un nuovo soggetto politico. Il 2 gennaio scorso, la testata diretta da Stefano Feltri ha titolato: Il 2023 sarà l’anno del partito ambientalista.

Il giornale ha ospitato un lungo articolo di Ferdinando Cotugno, nel quale il giornalista ha scritto: «L’apparizione di un nuovo partito ambientalista nella politica italiana è nell’aria, è qualcosa in meno di un progetto concreto, ma è già qualcosa in più di un pensiero comune. La suggestione è condivisa dalle parti più avanzate dell’ecologia politica italiana, quella che in questi anni si è aggregata intorno ai movimenti per il clima, rimasti scottati dalle ultime elezioni, le prime da quando in Italia sono apparsi i Fridays for Future & C. […] L’azione dal basso partita nel 2018 dovrà a un certo punto darsi l’ambizione di arrivare anche in parlamento, perché questi partiti nessuno ha il tempo di aspettarli, e nel frattempo i più grandi di quella generazione di attivisti, nati nei primi anni Novanta, iniziano ad avere un’età in cui è legittimo sperare di fare l’assessore, il sindaco o il ministro nei prossimi cicli politici».

Tre giorni dopo, Domani ha pubblicato un articolo di Clara Pogliani. Secondo la portavoce di Ci sarà un bel clima, «gli scioperi per il clima, purtroppo, non riescono ad avere più l’attenzione e la partecipazione degli inizi; la creazione o la rifondazione di un soggetto politico capace di fare delle tematiche climatiche agenda politica e, si spera al più presto, di governo è nell’aria ma ancora lontana dalla sua realizzazione». Sullo stesso numero è stato pubblicato un articolo di Caterina Orsenigo, nel quale si legge: «Si parla di “giustizia climatica”. Una giustizia che intrinsecamente tiene conto di tutte le differenze e le faglie: di genere, classe, razza, generazione, specie. per andare in questa direzione, è importante che parte dell’attivismo si traduca in politica, che si formi un partito capace di farsi carico di questa visione del mondo. Ma servirà anche l’attivismo perché avrà il dovere di essere più radicale di quanto può permettersi chi sta nelle istituzioni».

Il progetto di Carlo De Benedetti

Secondo il giornale di Carlo De Benedetti, la creazione di un nuovo partito ecologista è una necessità. Su Il Giornale, il giornalista Pasquale Napolitano ha commentato la nuova linea editoriale del Domani con le seguenti parole: «Per De Benedetti, che si candida ufficialmente a essere la tessera numero uno, i tempi per la nascita di un “nuovo” partito ambientalista ed ecologista in Italia, sono maturi. Il modello a cui si guarda è quello tedesco. Un partito ambientalista liberal, sganciato da vincoli ideologici che possa dialogare sia con la sinistra che con la destra. Per la leadership servirebbe una figura come Chiara Ferragni, molto quotata suoi social. Ci sarà tempo per individuarla. Intanto l’intelligentia di sinistra «molla» Bonelli e il suo partitino ambientalista».

Il flop di Europa Verde

Insieme ad Eleonora Evi, Angelo Bonelli è il portavoce di Europa Verde. Nata come lista elettorale presentata alle elezioni europee del 2019, Europa Verde è un insieme di iscritti o ex iscritti alla Federazione dei Verdi, a Possibile, a Green Italia e ai Verdi del Sudtirolo/Alto Adige. Europa Verde diviene ufficialmente partito politico il 10 luglio 2021. Dal luglio 2022, il partito ecologista è alleato con Sinistra Italiana nella lista Alleanza Verdi e Sinistra. Fa parte del Partito Verde Europeo. Dalla sua nascita, il partito ecologista di Bonelli non ha avuto risultati soddisfacenti. Sicuramente il consenso raccolto da Europa Verde non è in linea con il crescente interesse per le tematiche ambientali. La lista non ha superato la soglia di sbarramento alle ultime elezioni europee, raccogliendo meno del 3% dei voti. Alle elezioni politiche del 25 settembre scorso, l’Alleanza Verdi-Sinistra ha ottenuto il 3,63% alla Camera, eleggendo 12 deputati (6 di Europa Verde, 4 di Sinistra Italiana, 1 del Partito Progressista e 1 indipendente) e il 3,53% al Senato, eleggendo 4 senatori (2 di SI, 1 di EV e 1 indipendente).

L’ecologia integrale di Elly Schlein

Un primo passo per la nascita del nuovo partito ecologista sarà probabilmente compiuto nella prossima assemblea nazionale dei Fridays for Future, che si terrà a fine febbraio. Il prossimo mese si svolgeranno anche le primarie del Partito Democratico. Tra i candidati alla segreteria del PD, Elly Schlein è colei che più spesso ha parlato di ecologia.

In un’intervista ad Avvenire, Schlein ha dichiarato: «In questi anni è stata tradita una grande aspettativa. Il concetto stesso di ecologia integrale è una critica al modello neoliberista perseguito in questi decenni, che ha aumentato le disuguaglianze e consumato al contempo il pianeta. Su questo tutte le culture democratico- progressiste devono confrontarsi. Quel modello ha aumentato il lavoro povero in Italia e questa maggioranza non vuole affrontare la questione. Anzi, la manovra colpisce i poveri anziché la povertà. Contratti a termine e voucher vanno nella direzione opposta per dare tutela alle giovani generazioni. E la precarietà incide sulla denatalità. Non lo dico io, lo dice l’Istat».

La strada per conquistare la segreteria del partito è in salita per Schlein. Secondo un sondaggio realizzato da Ipsos per ITV Movie, Schlein raccoglierebbe l’11% dei consensi contro il 32% dello sfidante Stefano Bonaccini (la percentuale di intervistati che non si esprime è del 43%). Un’eventuale sconfitta di Schlein potrebbe causare una scissione dell’area progressista del Partito Democratico, che potrebbe trovare una collocazione nel nuovo partito ecologista.

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Alberto Pizzolante
Alberto Pizzolante
Nato in provincia di Lecce nel 1997, si è laureato in Filosofia presso l'Università Vita-Salute San Raffaele di Milano. Dirige likequotidiano.it.

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