Chi era Desmond Tutu

È morto l'arcivescovo anglicano sudafricano Desmond Tutu, uno dei simboli della lotta non violenta contro l'apartheid.

È morto, all’età di 90 anni, l’arcivescovo anglicano sudafricano Desmond Tutu, uno dei simboli della lotta non violenta contro l’apartheid e promotore della riconciliazione nazionale. Nel 1984 ricevette il Nobel per la pace. Tutu lottò per anni al fianco di Nelson Mandela e ideò la Commissione per la Verità e la Riconciliazione (Trc), un tribunale con 17 giurati istituito nel 1995. Da presidente della commissione, condusse l’inchiesta sulle atrocità del regime segregazionista, offrendo il perdono a coloro che confessarono i propri crimini. Il tribunale concesse una riparazione morale ai familiari delle vittime. Alla fine dei tre anni di durata dell’inchiesta, 849 persone ottennero l’amnistia. Essa fu negata a 5.392 individui.

La sua lotta politica nasce dal concetto Rainbow Nation (nazione arcobaleno), che descrive la convivenza pacifica, all’interno del Sudafrica, tra le diverse etnie del paese. Nel 1957, Desmond Tutu si dimise dalla suo ruolo di insegnante a causa dell’approvazione del Bantu Education Act. Il provvedimento rafforzò la discriminazione razziale all’interno del sistema scolastico sudafricano. Nominato pastore anglicano nel 1960, nel 1978 divenne segretario generale del Consiglio Sudafricano delle Chiese. Utilizzò il prestigio del suo ruolo per rafforzare la sua lotta contro l’apartheid, raccogliendo il pieno sostegno di quasi tutte le chiese sudafricane.

Uomo di straordinario intelletto, integrità e invincibilità contro le forze dell’apartheid“, lo ha ricordato il presidente del Paese, Cyril Ramaphosa, “è stato anche tenero e vulnerabile nella compassione per chi aveva sofferto l’ingiustizia e la violenza sotto la segregazione e per gli oppressi e gli emarginati di tutto il mondo”.

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