Le condizioni di Matteo Messina Denaro sono compatibili con il carcere

Le dichiarazioni dei magistrati e delle Forze dell'ordine dopo l'arresto di Matteo Messina Denaro, avvenuto «grazie al metodo Dalla Chiesa».

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«Questo è il risultato di anni di indagini di questo ufficio e delle forze di polizia che hanno prosciugato la rete dei favoreggiatori del boss Messina Denaro». Lo ha detto il Procuratore aggiunto Paolo Guido che, insieme al procuratore Maurizio de Lucia, ha coordinato l’indagine per la cattura del capomafia Matteo Messina Denaro. «Questo – ha aggiunto Guido – è anche il frutto di un difficile e complesso lavoro di coordinamento tra le forze di polizia che in questo momento devono essere tutte ringraziate. Matteo Messina Denaro ci è apparso in buona salute e di buon aspetto. Non ci pare che le sue condizioni siano incompatibili con il carcere. Era di buon aspetto, ben vestito e indossava capi di lusso. Ciò ci induce a dire che le sue condizioni economiche erano buone. Ovviamente sarà curato, come ogni cittadino ha diritto essere curato».

Il criminale è stato bloccato in strada, nei pressi di un ingresso secondario della clinica La Maddalena. Non ha opposto alcuna resistenza e si è subito dichiarato, senza fingere di essere la persona di cui aveva utilizzato l’identità. Dopo l’arresto, l’ormai ex superlatitante è stato trasferito prima nella caserma San Lorenzo, poi all’aeroporto di Boccadifalco per essere portato in una struttura carceraria di massima sicurezza. I carabinieri hanno sequestrato tutte le cartelle cliniche di Matteo Messina Denaro. Il criminale soffre di un tumore al colon con metastasi al fegato.

Catturato grazie al metodo Dalla Chiesa

«Matteo Messina Denaro è stato catturato grazie al metodo Dalla Chiesa, cioè la raccolta di tantissimi dati informativi dei tanti reparti dei carabinieri, sulla strada, attraverso intercettazioni telefoniche, banche dati dello Stato, delle regioni amministrative per portare all’arresto di questa mattina». Lo ha detto il Comandante dei carabinieri, Teo Luzi. «Messina Denaro era un personaggio di primissimo piano operativo – ha dichiarato Luzi – ma anche da un punto di vista simbolico perché è stato uno dei grandi protagonisti dell’attacco allo Stato con le stragi. Il risultato di oggi è stato reso possibile dalla determinazione e dal metodo utilizzato. Determinazione perché per 30 anni abbiamo voluto arrivare alla sua cattura, soprattutto in questi ultimi anni con un grandissimo impiego di personale e di risorse strumentali. La lotta a Cosa nostra prosegue. Il cerchio non si chiude. È un risultato che dà coraggio che ci dà nuovi stimoli ad andare avanti e ci dà metodo di lavoro per il futuro. La lotta alla criminalità organizzata è uno dei temi fondamentali di tutti gli stati».

«Abbiamo catturato l’ultimo stragista responsabile delle stragi del 1992-93». Queste le parole del procuratore di Palermo, Maurizio De Lucia. «Siamo particolarmente orgogliosi del lavoro portato a termine questa mattina che conclude un lavoro lungo e delicatissimo. È un debito che la Repubblica aveva con le vittime della mafia – ha dichiarato De Lucia – e che in parte abbiamo saldatoCatturare un latitante pericoloso senza ricorso alla violenza e senza manette è un segno importante per un Paese democratico. Allo stato non abbiamo elementi per parlare di complicità del personale della clinica anche perché i documenti che esibiva il latitante erano in apparenza regolari. Le indagini sono comunque partite ora».

L’arresto di Giovanni Luppino

Insieme a Matteo Messina è stato arrestato Giovanni Luppino, di Campobello di Mazara, accusato di favoreggiamento. Avrebbe accompagnato il boss alla clinica per le terapie. Luppino è un commerciante di olive incensurato.

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Alberto Pizzolante
Alberto Pizzolante
Nato in provincia di Lecce nel 1997, si è laureato in Filosofia presso l'Università Vita-Salute San Raffaele di Milano. Dirige likequotidiano.it.

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