Conflitto Russia-Ucraina tra Governo e Parlamento

I contenuti dei due decreti Ucraina e delle risoluzioni, i lavori del Parlamento in merito al conflitto tra Russia e Ucraina.

Ripercorriamo le azioni del Governo e del Parlamento in queste settimane in merito al conflitto tra Russia e Ucraina.

Decreto Ucraina

In data 25 febbraio il Consiglio dei ministri ha approvato un primo decreto Ucraina. A seguire i contenuti:

  • Stato di emergenza per intervento all’estero per tre mesi. È uno stato di emergenza diverso da quello dichiarato per emergenza sanitaria, che termina il 31 marzo. Solo in questo modo l’Italia può intervenire tempestivamente nelle iniziative di protezione civile in Ucraina, come ad esempio operazioni di soccorso e assistenza alla popolazione interessata.
  • Dieci milioni di euro per potenziare le funzionalità delle sedi diplomatiche italiane all’estero. 1,1 milioni per rafforzare l’Unità di crisi tramite mezzi informatici.
  • Proroga per il 2022 delle operazioni NATO, che includono la presenza rafforzata in Lettonia, la sorveglianza aerea in Romania e la sorveglianza navale nel Mediterraneo orientale e nel Mar Nero.
  • Potenziate le unità di rinforzo immediato (IFFG) e le forze ad alta prontezza (VJTF).
  • Cessione gratuita al governo ucraino di mezzi di equipaggiamento militare non letali.

Decreto Ucraina Bis

In data 28 febbraio è stato approvato un nuovo decreto, in cui viene trattato anche il tema dell’energia. A seguire i contenuti:

  • Stato di emergenza per intervento all’estero valido fino a 31 dicembre 2022.
  • Dieci milioni di euro per il Fondo emergenze nazionali.
  • Il Ministero della Difesa potrà cedere all’Ucraina nuovi equipaggiamenti militari, previa risoluzione approvata dal Parlamento.
  • È autorizzato l’anticipo della riduzione del consumo di gas previsto in caso di emergenza. Al momento del bisogno, infatti, si dovrà optare per altre fonti energetiche, in primis le rinnovabili, ma anche il carbone, che si usa ancora in Italia ma solo pochissimo, cioè laddove è indispensabile.
  • 500 milioni di euro per permettere a studenti, insegnanti e ricercatori ucraini di continuare le loro attività in Italia.
  • I CAS (centri di accoglienza straordinari) saranno disponibili per i rifugiati anche senza aver presentato prima la domanda di protezione internazionale.

Risoluzioni

Il Presidente Draghi ha prontamente informato le due Camere, che hanno successivamente approvato delle risoluzioni di maggioranza, con cui si autorizza il sostegno al popolo ucraino, anche tramite cessione di apparati e sostegni militari, tenendo costantemente informato il Parlamento. In questo contesto il quadro parlamentare si è rimodulato, in quanto Fratelli d’Italia e i Verdi, all’opposizione, hanno dichiarato convinto sostegno al Governo sul tema Ucraina, mentre gli ex 5S nelle varie componenti di estrema sinistra (Potere al Popolo, Alternativa, Italexit, Partito Comunista, Italia dei Valori, Sinistra Italiana, ManifestA) hanno continuato a fare opposizione in merito alle scelte della maggioranza.

Al Senato la maggioranza ha approvato la sua risoluzione con 244 voti favorevoli, 13 contrari e 3 astenuti. La Camera ha invece votato la risoluzione per parti separate e i voti favorevoli variano tra 459 a 521.

Tra i contrari era presente Vito Petrocelli, Presidente della Commissione Esteri al Senato, noto da anni per le sue posizioni pro Putin. Ciò ha sollevato un polverone all’interno della maggioranza e molti partiti ne hanno chiesto le dimissioni, poiché per quel ruolo dovrebbe esserci qualcuno che rispecchi la collocazione atlantista con cui è nato il Governo Draghi.

Iter in Parlamento

Alternativa ha presentato una pregiudiziale di incostituzionalità al decreto Ucraina Bis, poiché violerebbe l’articolo 11 della Costituzione (L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo).

Inoltre, questo decreto autorizza la riaperture delle centrali a carbone, cosa che ha costretto i Verdi ad astenersi. La pregiudiziale è stata infine bocciata con 394 voti contrari e 17 favorevoli (Alternativa e ManifestA).

Inoltre, la maggioranza ha approvato, con 391 voti favorevoli e 19 contrari, un ordine del giorno al DL Ucraina presentato dalla Lega, con cui si impegna il governo ad aumentare le spese militari, dall’1,54 attuale fino al 2% del PIL. Questa è proprio la soglia che ogni stato membro della NATO è impegnato a destinare ogni anno in spese militari. Si passerà così dai 25 miliardi attuali a 38 miliardi di euro ogni anno.

In data 18 marzo, la Camera ha dato il primo via libera al Decreto Ucraina con 367 voti favorevoli, 25 contrari e 5 astenuti.

Paolo Abete

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