Emendamento Lotito: il regalo di Natale alla Serie A

L'emendamento Lotito permetterà alle società sportive di versare 890 milioni di euro di tasse in sessanta rate.

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Claudio Lotito è un senatore di Forza Italia ma anche e soprattutto il Presidente della Lazio. Nei giorni scorsi ha fatto molto discutere il suo emendamento alla Legge di Bilancio redatto per “salvare” le squadre di Serie A. Entro il 22 dicembre le società sportive avrebbero dovuto saldare i propri debiti con il fisco. In particolare, lo Stato avrebbe dovuto incassare 890 milioni di euro (di cui 500 milioni relativi alle sole società di Serie A) di versamenti Irpef e contributi Inps sospesi nel corso del 2022 a causa dell’emergenza COVID. L’emendamento Lotito prevede il pagamento dei debiti in sessanta rate distribuite in 5 anni, con una mora del 3%.

La modifica, inizialmente proposta in fase di conversione del Decreto Aiuti Quater, è stata ripresentata nel corso della discussione sulla Legge di Bilancio. La proposta è stata approvata nonostante la contrarietà del Ministro dello Sport, Andrea Abodi, e del Ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti. Claudio Lotito è stato sostenuto dalla sua capogruppo, Licia Ronzulli, e dall’intera Forza Italia. Calcio e Finanza ha fornito l’elenco delle società sportive italiane maggiormente indebitate. Sono tutte società calcistiche iscritte alla Serie A:

  1. Inter: 50 milioni di euro
  2. Lazio: 40 milioni di euro
  3. Roma: 38 milioni di euro
  4. Juventus: 30 milioni di euro
  5. Napoli: 25 milioni di euro
  6. Fiorentina: 15 milioni di euro
  7. Milan: 10 milioni di euro

L’attacco di Renzi e il chiarimento di Lotito

Il leader di Italia Viva, Matteo Renzi, ha più volte espresso la propria contrarietà all’Emendamento Lotito. L’ex Presidente del Consiglio ha dichiarato: «Sullo scandaloso scambio tra l’azzeramento dei fondi per la 18App (-230 milioni per i giovani) e i soldi per i presidenti indebitati di serie A (890 milioni per il calcio) non ho più parole. Abbiamo perso una battaglia che abbiamo giocato da soli. Perché gli altri partiti di opposizione hanno firmato l’emendamento sul calcio e poi ci siamo trovati davanti a un muro di omertà di alcuni media interessati perché proprietari di squadre di calcio e di conflitti di interesse. Finché il calcio si reggerà sugli emendamenti notturni di Lotito, anziché su una sana politica industriale, non andremo da nessuna parte. E finché i diciottenni saranno considerati merce di scambio e non cittadini, continueremo ad avere la mediocrità al potere».

Secondo Claudio Lotito, quella da lui proposta «Non è una norma ad personam». In un’intervista a La Stampa, il presidente della Lazio ha dichiarato: «Noi facciamo gli interessi dello Stato. Viceversa, se una società fallisce, sfumano sia i crediti pregressi, sia quelli futuri. Quando sono fallite Napoli e, tanto per fare un nome, Fiorentina, dopo aver sperperato soldi dei contribuenti, lo Stato non ha incassato nulla. Mica di mestiere faccio il presidente della Lazio. […] Allora solo i disoccupati dovrebbero far politica. Anzi nemmeno, su certi temi pure loro hanno interessi. Io faccio discorsi tecnico-giuridici, moralmente ineccepibili e nell’interesse generale. O mi devo cancellare da cittadino italiano?».

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Paolo Abete
Paolo Abete
Nato a Manduria (TA) nel 1998. Studente di Medicina presso l'Università Vita-Salute San Raffaele di Milano. Su Like Quotidiano mi occupo di Politica.

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